IL RILASSAMENTO ED IL PUNTO DI FORZA

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Come si formano i dolori   il punto di forza       operatori di riabilitazione   
come risolvere la nevralgia cervicale e il mal di testa    trattamento pratico per la schiena  come ritrovare la gioia di vivere
 

PUBBLICAZIONI: libri  dvd

tratto dal libro "la scelta di guarire"-


IL PUNTO DI FORZA


LO STATO DI EQUILIBRIO COMPLESSIVO

 Questi  sono dialoghi avvenuti  nel corso di molti anni, sono state riunite le domande più importante e descritte come se fosso un unico corso. Dai dialoghi che seguono sono indicate le difficoltà che ognuno ha incontrato e come sono state risolte - 


- Buonasera, scopriremo insieme lo stato di equilibrio globale. Arrivare a questo stato di essere è molto importante nella nostra evoluzione. Da quello stato possiamo percepire la più piccola variazione dello stato emotivo e iniziare a dialogare con noi stessi per raggiungere ciò che è più importante per ognuno di noi.

L’equilibrio globale si ottiene dalla somma dello stato EMOTIVO,  lo stato FISICO e lo stato MENTALE. Questi tre stati di essere non sono separati tra loro, ma strettamente dipendenti l’uno dall’altro.

La situazione ideale per ogni stato di essere è:

lo stato EMOTIVO à la PACE

lo stato FISICO à il RILASSAMENTO

lo stato MENTALE à CONCENTRAZIONE DEI PENSIERI SULL’ATTIMO PRESENTE.

-          Sarebbe bello, ma come raggiungere questi tre stati di essere.

-         È ovvio che questo è il massimo, ma se non riesco a concentrarmi sul presente è sicuro che non sono in pace.

-         È anche sicuro che se non sono in pace non sono neanche rilassato

-         Se sono teso farò degli errori, e minerò la pace e così via.

-         Io ho fatto delle tecniche di rilassamento, ma funzionano l’ì per l’ì , so che se non ho risolto i miei problemi non posso essere in pace e la tensione ritorna.

-         Sì, anch’io ho imparato diverse tecniche di rilassamento e in effetti hanno funzionato, ma solo per un breve periodo di tempo, poi nella vita di tutti i giorni, tutto  era ritornato come prima.

-         A me sembra una convinzione, io mi ripeto molte volte che sono rilassato, faccio esercizi di respirazione, mi immagino situazioni rilassanti e poi  finisco per crederci, ma a volte mi chiedo se mi sto veramente imbrogliando, se mi sto illudendo per distogliermi dai miei problemi.

-         Le tecniche di rilassamento, gli esercizi di respirazione, le tecniche di meditazione sono dei mezzi per arrivare ad uno stato di forza per poi risolvere i problemi. Per esperienza personale vi dico che è la verità alla base di tutto.

-         Cosa intende con questo, potrebbe farci un esempio?

-         Se io mi dico che sono rilassato e in verità sono teso,  non sto dicendo la verità.

-         Beh! Si, è vero e se mi imbroglio come potrei arrivare ad uno stato di essere superiore. Sicuramente non aumento la fiducia in me stesso, ma cosa dovrei fare allora per rilassarmi?

-         Cosa fare, lo scoprirete più avanti, per il momento le ripeto le regole generali: prima bisogna trovare la pace e poi mettere la concentrazione al presente e dirsi la verità di quello che si sta facendo in quel momento. Cosa sta facendo in questo momento?

-         mm…  Sto imparando a trovare lo stato di equilibrio globale.

-         Coma fa a sapere che è vero?

-         Lo sento, sento che è confermato dalle emozioni.

-         Se io mi dico che sto iniziando a rilassarmi, questa è la verità anche se sono teso.

-         Ho capito la differenza.

-         È  il rilassamento lo stato che si deve imparare per primo?

-         È personale, come vi dicevo i tre stati di essere sono strettamente dipendenti l’uno dall’altro, se si è rilassati si raggiunge più in fretta lo stato di pace, se si in pace si è più  concentrati al presente. Noi arriveremo allo stato di equilibrio globale non solo per tenerlo confinato su di un letto in una stanza, ma per viverlo, sempre e tutti i momenti della giornata.
 Quello che sto per dirvi, è sempre una proposta da sperimentare personalmente. Io i risultati migliori li ho ottenuti arrivando per primo allo stato di pace.

LO STATO EMOTIVO DI PACE.

-         Come  raggiungete di solito questo stato?

-         Io lo raggiungo con il perdono.

-         Si, anch’io con il perdono.

-         Di solito dopo una lite è il perdono il mezzo con cui arrivo alla pace.

-         Dalle vostre espressioni vedo che tutti siete d’accordo sul perdono come mezzo per arrivare alla pace, ma c’è un altro mezzo ancora più potente.

-          Non trovo, non mi sembra che ci sia, il perdono mi fa stare molto bene.

-         Credo di averlo già provato la volta precedente, è l’accettazione.

-         Esatto, l’accettazione è il mezzo più efficace per raggiungere la pace.

-         Cosa dovremmo accettare?

-         Tutto, l’accettazione globale di tutto. Se non c’è questa accettazione totale di tutto, la pace non sarà completa.

-         Tutto! Sarà molto difficile.

-         Anche a me sembra che ci sono cose che non si possono accettare.

-         Credo che siano poche le persone in questo mondo in grado di arrivare a questo stato completo di accettazione.

-         Quando stiamo per affrontare qualcosa che ci sembra troppo grande, lo dividiamo in parti piccole in modo da avere la concentrazione ben focalizzata, poi ad ogni fase superata sarà aumentata la percentuale di ciò che si vuole ottenere, fino ad arrivare al complessivo.

-         Per me sarà molto lungo.

-         Anche per me.

-         Lo so che a volte sarà lungo questo percorso, ma se si vuole la pace più completa, dovremmo iniziare subito, con la consapevolezza che fino a quando non l’avremo raggiunto dovremo accontentarci di porzioni minori di questo stato ideale.

-         E naturalmente nessuno può farlo per noi.

-         Esatto.

-         E come si fa praticamente ad accettare?

-         Come per il perdono, decidendolo consapevolmente, e dopo ogni decisione consapevole di accettazione dobbiamo sentire senza nessun dubbio l’emozione della pace che aumenta e ci conferma l’avvenuta accettazione, altrimenti rimane solo un’illusione, un’altra menzogna a se stessi.

-         Beh! È stato molto chiaro, almeno non perderemo più tempo inutilmente.

-         Come possiamo dividerlo in parti più piccole?

-         Io vi propongo questo schema:
1°- ACCETTAZIONE DI SE à del passato, del fisico, del carattere.
2°-ACCETTAZIONE DEGLI ALTRI à  in famiglia, al lavoro, per gruppi sociali, per razza, per religione.
3°-ACCETTAZIONE DEGLI EVENTI NATURALI. à situazioni meteorologiche, alluvioni, terremoti, ogni altro genere di cataclisma, della morte.
4°- ACCETTAZIONE DI OGNI ALTRA FORMA DI VITA.

Per esperienza diretta vi consiglio di seguire questo ordine, ma ognuno di voi una volta aumentato lo stato di pace aumenterà di conseguenza il dialogo con se stesso e troverà da solo la strada ideale.
E’ possibile che alcuni ricordi, o alcune parti del carattere siano state talmente allontanate da non averne più coscienza, fatevi allora una  domanda e ascoltavi. Per esempio: Accetto tutto del mio fisico così ora, come sono? Poi aspettate… è possibile che qualcuno si ricordi che non accetta di avere qualche chilo di troppo.

-         Provo, per sapere se ho capito bene: quando ho finito di accettare gli episodi che ricordo del passato devo farmi la domanda “sono in pace completa con tutti gli avvenimenti del mio passato?” poi aspettare, se mi viene in mente un vecchio episodio che avevo rimosso devo dirmi “ scelgo di accettare consapevolmente anche questo episodio” e sentire se è confermato dalla sensazione di pace aumentata.

-         Esatto.

-         Dobbiamo dirci il motivo per cui lo accettiamo?

-         Se vuole, se crede possa servirle. Di solito nei i primi tempi che si inizia a dialogare con la conferma delle emozioni, c’è ancora la vecchia abitudine che bisogna convincersi, che serve un valido motivo per effettuare questa scelta.

-         Allora potrei dirmi “scelgo di accettare anche questo avvenimento, perché è stata un’esperienza vissuta dalla quale posso trarre numerosi insegnamenti”.

-         Si, la formulazione è esatta, ma sarà solo lei a saperlo con la conferma dell’aumento della pace.

-         Mi scusi, ma ci sono anche delle formulazioni errate?

-         Si, e vorrei avvertire voi tutti degli errori che ho fatto io. Per la troppa voglia di arrivare all’accettazione mi trovavo dei motivi illusori e non ottenevo risultati. Vorrei ricordarvi di dirvi la verità, e la verità è sempre il motivo più ovvio, il più semplice.

-         Un motivo illusorio potrebbe essere:” accetto questo avvenimento, perché è qualcosa di veramente importante e mi farà arrivare ad avere delle grosse capacità”

-         In fondo anche questa formulazione è verità, ma se lei se lo dice senza crederci completamente, sa che il motivo è solo per indurla ad accettare ed è questo raggiro che farà fallire il procedimento.

-         Accettare le parti più brutte di me, io ho cercato sempre di nasconderle, di scacciarle, e sono tutte negli episodi passati, dei quali mi vergogno, accettare questo mi sembra di tornare indietro nella mia evoluzione di essere umano.

-         Come possiamo sapere  se qualcosa è caldo?

-         Lo sappiamo perché lo tocchiamo, perché lo misuriamo.

-         Si, lo misuriamo con cosa?

-         Con un termometro, e sappiamo se è caldo o freddo.

-         Esatto, possiamo sapere se un corpo è caldo soltanto se sappiamo che c’è il freddo, o se lo compariamo con un corpo ancora più caldo, ma in assoluto senza termini di paragone come possiamo saperlo?      

-         Beh! Si, in assoluto senza termini di paragone non è possibile.

-         Come potrebbe sperimentare uno stato d’animo, senza conoscere tutte le variazioni di quella emozione, anche quelle che lei chiama parti brutte.

-         In effetti senza le parti brutte non potrei sapere quali sono quelle belle.

-         O ancora quelle più belle delle belle.

-         Si, è vero senza sperimentare lo stato di pace non potremo sapere quando lo perdiamo. La pace è data dall’accettazione e l’accettazione è di tutta  l’emozione, non solo di una parte.     

-         Esatto.

-         Ci sono persone che mi hanno fatto del male, poco fa ho fatto delle prove, ma ancora non riesco ad accettarle, ho cercato diverse motivazioni, ma non le ho trovate. Cosa posso fare?

-         Può usare il perdono.

-         E se non riesco neanche con il perdono?

-         Bisogna affrontare questa prova con se stessi, da un punto di forza maggiore. Lasci volontariamente in sospeso quello che non riesce a ottenere e raggiunga il più alto livello di pace accettando il resto, poi con il successivo rilassamento e la concentrazione dei pensieri  aumenterà il suo punto di forza e successivamente potrà affrontare di nuovo la prova con se stesso.   

-         Io a volte riesco ad accettare, altre volte no, come mai?

-         Si è di nuovo perso lo stato di pace.

-         Significa che una volta raggiunto, dopo tutto il lavoro fatto si può di nuovo perdere?

-         Si, basta un giudizio o una semplice critica.

-         Ora mi rendo conto che sono veramente poche le persone in questo mondo ad essere perfettamente in pace.

-         Vorrei ricordarvi che come per l’equilibrio muscolare una volta acquisito, si sente subito lo squilibrio  e il lavoro da fare per riequilibrare è sempre meno.

-         Vuole dire che una volta raggiunta la pace sentiremo subito quando staremo per perderla?

-         Si, più la pace è completa più si avvertono i segnali di squilibrio.

-         Per cui tutto il lavoro che stiamo per affrontare ora non si perde?

-         No, assolutamente no, la prima volta la mole di lavoro può essere grande, poi per ritornare alla pace, basta accettare l’episodio in cui abbiamo criticato. Io personalmente controllo il mio stato di pace più volte al giorno e se senza accorgermi ho automaticamente espresso un giudizio o una critica,  ritrovo abbastanza in fretta il mio stato ideale.   

-         Io mi scuso se torno ancora sull’accettazione di se, ma non mi è ancora chiaro il motivo per cui dovrei accettare ciò che in realtà voglio cambiare?

-         È proprio perché si vuole cambiare che bisogna accettare, sono due fasi completamente distinte. L’accettazione serve a trovare il punto di forza, uno stato di consapevolezza superiore, una consapevolezza che anche quello che vogliamo cambiare in qualche modo è un’esperienza che ci è servita. Una volta raggiunto il punto di forza inizia la seconda fase, quella di scegliere consapevolmente come si vuole essere, senza rinnegare il passato, ma usandolo come fonte di esperienza per una continua crescita.
Bene, se volete iniziare ora dedicheremo una parte del tempo a disposizione, faremo in seguito un breve resoconto dei risultati raggiunti. Seguite lo schema, ciò che non riuscite ad accettare lasciatelo volontariamente per ritornarci da un punto di forza più alto. Quando avete accettato tutto di una fase dello schema fatevi la domanda di controllo “ sono perfettamente in pace verso …” aspettate e se sentite la sensazione di pace aumentare passate ad un punto successivo e cosi via.

-        

-         Ho visto le vostre espressioni cambiare e il grande impegno che ognuno di voi ha messo, mi rendo conto che avete ancora del lavoro da fare, ma il tempo a disposizione sta per finire e prima di salutarci vorrei  ci fosse uno scambio di ciò che ognuno di voi ha scoperto.

-         Quello che ho scoperto è stato un grado di consapevolezza superiore, ora sono in pace verso episodi che credevo di aver superato, ma in realtà erano soltanto archiviati.

-         Si, anche io credevo di essere in pace, ma quando ho fatto la domanda di controllo mi sono venuti alla mente episodi che mi ero completamente dimenticato.

-         Io ho preso un’intera fase e l’ho accettata completamente, con tutto  il cuore, appena ho finito di farlo ho sentito una sensazione di benessere mai provata prima.

-         Si anch’io, oltre alla sensazione di pace, ho sentito arrivare il benessere,  come una “gioia calma”.

-         Oltre alla pace ho provato un senso di profonda soddisfazione per esserci riuscito.

-         Io ho sentito il rilassamento muscolare aumentare ogni volta che accettavo.

-         Si, anch’io.

-         Tutti avete notato l’aumento del rilassamento fisico?

-         Si.

-         Si, prima non ne ero consapevole, perché la mia attenzione era focalizzata alle emozioni.

-         Io sto procedendo per piccoli passi, so che mi ci vorrà tanto tempo, ma voglio essere sicuro di arrivare.

-         Anche io ho fatto la scelta di arrivarci per gradi, ma sento che sono finalmente sulla strada giusta e voglio farlo veramente bene.

-         Ho lasciato volontariamente indietro qualche episodio, ma ho sentito ugualmente la pace aumentare quando accettavo il resto.

-         . I risultati saranno proporzionali alla quantità del tutto da accettare. Per questa sera vi saluto e vi auguro un buon lavoro.
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per coloro che ancora non sono riusciti ad accettarsi così come sono è possibile consultare http://xoomer.alice.it/cometrovarelapace/


   IL RILASSAMENTO

-         Buonasera, ci occuperemo questa sera del rilassamento muscolare, come avete notato una grande parte di questo risultato è dato dalla pace. Noi ci occuperemo di  come approfondire questo stato. Questo che sto per proporvi sono una serie di situazioni già sperimentate da me  e mi hanno dato fino ad ora i risultati migliori, ma ognuno di noi è diverso e risponde a situazioni individuali, usatelo come base per la scoperta di ciò che funziona meglio per voi. Vi propongo un  metodo di rilassamento completo da effettuare in solitudine e un rilassamento rapido da usare per ogni situazione pratica nell’arco della giornata.

-         Il luogo:
Usate  sempre lo stesso posto mettetevi sempre nello stesso modo, possibilmente con la testa orientata a nord, assicuratevi di non essere disturbati durante tutto il procedimento.

-         I pensieri:
Si dovrebbe arrivare ad avere l’assenza dei pensieri. Molti dei pensieri di disturbo se ne vanno con lo stato di pace, per i pensieri rimanenti, lasciateli liberi di attraversare la vostra mente senza intrattenerli. All’inizio per aumentare la concentrazione dei pensieri al presente è utile dirsi ciò che si sta facendo. La verità, soltanto la verità dell’attimo presente è la parola chiave.

-         La respirazione:
Ascoltate la vostra respirazione senza intervenire, inizialmente ditevi “ mi ascolto respirare”.
Sentite i battiti del cuore, memorizzate il ritmo, poi iniziate ad inspirare in 6 battiti del cuore, trattenete il respiro per 3 battiti, espirate in 6 battiti, trattenete il respiro per 3 battiti e così via. Con il tempo portate questo tipo di respirazione  a 8 battiti per l’inspirazione, 4 battiti per la pausa, 8 battiti per l’espirazione e 4 battiti per l’altra pausa; ancora più avanti nel tempo e secondo le vostre possibilità provate la respirazione 10-5-10-5.
 La regola generale è: le pause sempre la metà del tempo di inspirazione e di espirazione. La respirazione deve essere senza nessuna forzatura,  se durante la respirazione sentite che state facendo fatica a mantenere il ritmo, lasciate tranquillamente la respirazione al vostro corpo e ascoltatevi di nuovo respirare.
Alternate alcune volte la respirazione frazionata con la respirazione naturale del corpo.

-         La contrazione e il rilassamento:
Eseguite una leggera contrazione dei muscoli e il successivo rilassamento di tutte le parti del corpo partendo dai piedi ed arrivando alla testa. La contrazione muscolare deve avvenire durante la fase di inspirazione, il rilassamento durante l’espirazione. Inizialmente vi propongo questo modo:
” mi concentro sui muscoli dei piedi… li contraggo… li rilasso”  (due o tre ripetizioni)… “mi concentro sui muscoli delle gambe… li contraggo… li rilasso” (due o tre volte) e così via.
Particolare attenzione va dedicata ai muscoli del capo che vi propongo di dividere in muscoli della faccia, della fronte, della testa, della nuca.
La divisione muscolare è personale e con l’esercizio troverete il modo più efficace.
Alla fine concentratevi di nuovo sulla respirazione, ascoltatevi respirare.

-         L’emissione del suono “aum”:
L’emissione di questo suono permette di far vibrare il corpo. È sulla m dell’aum che avviene la massima vibrazione. Trovatevi la tonalità più congeniale per voi. Il tempo di ogni singola vibrazione deve essere abbastanza lungo e armonizzato con la respirazione. Il numero ideale di ripetizioni è 21, ma se in qualsiasi momento provate qualche difficoltà, ritornate sull’ascolto della respirazione naturale.

-         Trovatevi un gesto che senza nessun equivoco associate a questo stato di rilassamento. Può essere la congiunzione del pollice con l’indice di una mano, un leggera chiusura del pugno, l’intreccio delle mani poste sull’addome. Un gesto qualsiasi che sia sistematicamente  associato al rilassamento, servirà in seguito per aiutare a ritrovare, durante la giornata, lo stato ideale.

-         Concentrate tutta la vostra attenzione in un punto interno sotto lo stomaco. Decidete consapevolmente di amarvi. Sentite questa emozione crescere in proporzione alla vostra decisione. Inviate lentamente questa emozione a tutte le cellule del vostro corpo. Alle vostre  cosce, alle gambe, ai piedi. Risalite lentamente riempiendo d’amore il tronco, i polmoni, il cuore, le spalle, le braccia, le mani. Risalite molto lentamente dal collo alla testa, inviate questa decisione d’amore alla bocca e salite lentamente in alto riempiendo  completamente il capo.

-         Affermate con decisione quello che avete fatto: “ io sono pieno del mio amore”.  

LA CREAZIONE DI SE STESSI:
IL PROGETTO

-         Ora iniziate la seconda parte: Decidete come volete essere.
La prima decisione è per noi essere guariti e perfettamente in salute.
Avrete notato nei giorni precedenti che si reagisce automaticamente alle immagini mentali, in modo particolare  l’immagine di se, anche se molte volte non si è consapevoli di questo. Noi creeremo volontariamente l’immagine migliore di se. Create questa immagine più reale possibile, al presente, sapendo che quello che si sta facendo è il progetto, la realizzazione di questo progetto avverrà in seguito, nella vita di tutti i giorni.
Costruite questa immagine di voi stessi perfettamente guarita e in piena salute, fatevi guidare dalle emozioni per avere la conferma se è giusto quello che state facendo. Per alcuni questa creazione di se potrebbe richiedere diverso tempo, per esperienza personale vi consiglio di dedicare tutto il tempo che occorre senza nessuna fretta.
Il progetto di se dura tutta la vita. Fate i miglioramenti in perfetto accordo di voi. In questo stato di equilibrio globale è senza nessun dubbio il modo migliore per sapere se le decisioni sono giuste, controllate ogni volta se le decisioni sono confermate dalle emozioni. Un buon progetto deve essere realizzabile, in caso di dubbio fatevi la domanda:” quello che ho deciso è il meglio per me in questo momento?”, poi ascoltate se è confermato dalle emozioni. Siate precisi in questo dialogo, se per caso sentite anche una piccola tensione, significa che deve essere perfezionato, accontentatevi solo del meglio di voi, almeno in questa fase di progettazione. 
Una volta creata l’immagine migliore di se, sondate i diversi campi di comportamento.
Un’attenzione particolare dedicatela a scoprire quale è l’alimentazione migliore, in che modo mangiare, come sedersi a tavola, dove indirizzare i pensieri prima di mangiare, scoprite uno per uno quali sono gli alimenti migliori per voi, senza fretta, io personalmente continuo a perfezionare questa ricerca tutti i giorni.
Dedicate una particolare cura nella ricerca di quale attività fisica praticare. 
Createvi la giornata ideale: sondate quali sono le cose più importanti da fare, al mattino appena svegli, il resto della giornata, quanto tempo dedicare a voi stessi, la cosa migliore da fare la sera e prima di addormentarvi.
Come vorreste comportarvi, sempre, indipendentemente da quello  che fanno gli altri.
Si devono creare delle AZIONI non delle REAZIONI.
Più riuscirete ad essere in equilibrio globale, più saranno precise le risposte.

IL RILASSAMENTO RAPIDO
Serve  per riportarsi nella situazione ideale per realizzare  praticamente il progetto.
Eseguire il gesto associato al rilassamento completo, spostare la concentrazione sulla respirazione senza intervenire; concentrarsi nel punto sotto lo stomaco, inviate amore a tutto il corpo: scendete verso gli arti inferiori  poi risalite verso il petto, le braccia, poi il collo il viso e la testa. Affermate : “sono pieno del mio amore”. Riportate alla mente l’immagine migliore di voi che avete costruito precedentemente.

LA REALIZZAZIONE
Per realizzare il progetto bisogna averlo sempre in mente. Portarsi nella situazione ideale usando il gesto associato e il rilassamento rapido,  ricordate cosa avete deciso precedentemente di essere; la concentrazione deve essere focalizzata sulle emozioni che guideranno la realizzazione. Questo è quello che serve.

In assenza dell’immagine del progetto di se e se la concentrazione è al passato o al futuro si avrà poca consapevolezza del presente, dell’immagine che si ha di se e il comportamento sarà prevalentemente una reazione automatica a quello che accade.

-         Potrebbe farci un esempio pratico?

-         Supponiamo che io abbia fatto nella fase progettuale un’immagine di me sana e magra, abbia già sondato attraverso il dialogo confermato dalle emozioni quali sono gli alimenti migliori per la mia salute. Questo progetto devo averlo bene in mente, soprattutto al momento di mettermi a tavola. Se non ho in mente questo progetto, sarà la vista degli alimenti ai quali associavo soddisfazione a provocare la reazione automatica e mi troverò senza accorgermi a mangiarli.

-         Vorrebbe dirci precisamente cosa si dovrebbe fare?

-         Al momento di mettersi a tavola usare il gesto associato e il rilassamento rapido, riportare alla mente il progetto fatto, mantenere la concentrazione al presente su quello che si sta facendo. Una attenzione particolare si dovrà mantenere all’inizio di questo nuovo modo di essere, soprattutto se si è a tavola con altre persone e si sta conversando, una volta ripetuto per qualche tempo, il procedimento  diventerà automatico.

-         Per poter discutere su  questo procedimento bisogna metterlo in pratica, ci vedremo fra quindici giorni. Vi consiglio di essere precisi soprattutto nella fase progettuale,

-        

-         Buonasera, vorrei che ci fosse uno scambio di esperienze vissute in modo da aiutare tutti gli altri nella propria ricerca.

-          Vorrei parlarvi della mia esperienza: ho avuto la conferma che  è lo stato di pace che aumenta il rilassamento, poi è successo qualcosa di strano per me: ho ripercorso lo schema che ci aveva proposto sull’accettazione e quando ho scelto di accettare gli altri mi sono arrivati alla mente le persone che credevo fossero miei nemici, poi le persone che mi stavano antipatiche, poi gli avversari di lavoro, di politica, persino qualcuno con cui faccio un po’ di sport, ogni volta decidevo di accettarli e sentivo realmente la pace aumentare, così ero sempre più incoraggiato in questo processo, alla fine mi sentivo in pace verso gli altri esseri umani, ma non lo ero più con me stesso… non so se riesco a farmi capire, è come se ad un certo punto avessi scoperto che il conflitto tra le altre persone era stato causato dalle mie critiche, dai miei giudizi e allora… mi sono sentito in colpa.

-         Sa che sentirsi in colpa è una scelta?

-         Lo so, lo so, ma è talmente automatico, mi sono reso conto che ho fatto questo per una vita… so anche cosa sarebbe giusto fare, accettarsi anche per questo.

-         Esatto e poi impararci, cosa ci ha imparato da questa esperienza?

-         Proprio ora che ne sto parlando mi sono reso conto della causa del mio conflitto è  solo mentale… inizio a esprimere un giudizio sulla persona, poi quando vedo  che commette un errore esprimo una critica e dopo mi faccio delle ipotesi di quello che vuole fare, esprimo mentalmente le motivazioni per cui fa una cosa, poi finisco per credere vere queste ipotesi… porca miseria!  Non credevo proprio che una semplice critica potesse avere queste conseguenze.

-         È soddisfatto di quello che imparato?

-         Oh! Mi coglie di sorpresa con questa sua domanda, si… si è aumentata la mia consapevolezza e anche la mia responsabilità. Sto decidendo in questo momento come  progettare il mio essere come persona e vorrei imparare a considerare gli altri  semplicemente come  esseri umani al posto di catalogarli, giudicarli e criticarli.

-         Io sono arrivata ad una fase di stasi, non riesco ad andare avanti, faccio fatica a migliorare il rilassamento e allora mi innervosisco perché vorrei arrivare in fretta alla fase di progettazione… credo proprio di essermi bloccata.

-         Cosa le impedisce di migliorare il rilassamento?

-         Sono i pensieri che  arrivano, credo che quello che arriva sia importante allora lo seguo, poi … poi si accavallano.

-         Cosa fa quando segue un pensiero che ritiene importante?

-         Dunque… si, mi accorgo che mi sono distratta e allora mi rimprovero, perché facendo così sicuramente non riesco ad andare avanti, poi ci riprovo, ma mi arrivano altri pensieri e allora ho la conferma che realmente non riesco e  abbandono.

-         Quando  riprova a concentrarsi sul rilassamento è in pace?

-         Beh! No.

-         Cosa le servirebbe?

-         Di accettarmi?

-         Mi risponde con una domanda? Il meglio per lei lo sa solo lei. Quando sa di avere la risposta giusta?

-         Quando è confermata dalle mie emozioni, di pace e di sicurezza.

-         Accettarsi aumenta queste sue emozioni di pace e sicurezza?

-         Accettarmi quando sbaglio… si, ma non sono completamente soddisfatta… si, ci sono: vorrei prima di iniziare a mettere ordine nelle mie scelte, ordinarle per importanza, così saprei già se il pensiero che arriva è da seguire o lasciarlo andare, poi se per caso mi troverò automaticamente a seguirlo, accettarmi per la consapevolezza di averlo riconosciuto e ritornare a concentrarmi sulle cose più importanti che ho scelto in precedenza.

-         Io raggiungo abbastanza bene il rilassamento, ma quando costruisco dell’immagine di me, non è stabile, va e viene.

-         C’è qualche pensiero, qualche sua piccola considerazione, quando sta creando la sua immagine?

-         Non so, mi faccia riflettere… beh! Si, ad essere onesti si, c’è un piccolo pensiero che si insinua ed è questo: sarebbe troppo bello se fosse vero, si potrebbe creare di essere come uno vorrebbe, si potrebbero raggiungere risultati veramente sorprendenti, allora mi dico che non può essere vero, che è solo un’illusione.

-         In quel momento, quale considerazione ha di se stesso?

-         La solita…, ma è che… per ottenere le cose bisogna sudare, che non ti da mai niente nessuno.

-         E con questo tipo di pensieri, come è l’immagine di se?

-         Brutta. Oh! sentivo insinuarsi il malessere e non mi rendevo conto che automaticamente creavo tutto questo…Voglio scegliere liberamente di imparare a crearmi. L’unica cosa che mi sembra vera in quello che credevo prima, è che non ti può dare niente nessuno; è un allenamento che si fa da soli, ma non c’è da sudare, c’è da essere in accordo con se stessi, fino in fondo.  

-         Io ho iniziato a crearmi l’immagine migliore di me; quando sono rilassato nella mia stanza riesco ad ottenerla abbastanza bene, poi nell’arco della giornata ritorno a fare la mia routine quotidiana, quando sento il malessere insinuarsi mi ricordo del mio gesto associato al rilassamento rapido, ed inizio volontariamente a costruirmi l’immagine migliore . All’inizio dovevo pensarci, ora mi ritrovo qualche volta a farlo automaticamente. Quello che vorrei perfezionare e di ascoltare il malessere al suo nascere per iniziare la creazione di chi ho deciso di essere.

-         Io eseguo gli esercizi di riequilibrio muscolare sempre più raramente. Sono più consapevole ed è aumentato il mio stato di equilibrio globale;   quando lo perdo, mi ritrovo automaticamente ad eseguire un semplice gesto con il capo oppure a distendere le braccia o qualche altro movimento,  sento un piccolo scricchiolio e la tensione accumulata scompare, sento questi gesti naturali, come sbadigliare.

-         In effetti lo sono, siamo noi che blocchiamo quello che è naturale. Sono soddisfatto di notare che ognuno di voi riesce a trovare la propria strada per ritrovare l’equilibrio.

-         Naturalmente anche io mi trovo molto meno squilibrato dal punto di vista muscolare e rispetto a prima mi serve pochissimo tempo per riequilibrarmi ed  anche io uso degli esercizi personali. Quello che vorrei parlarvi è della mia immagine interna, quella che mi costruisco ogni giorno: c’è qualcosa di sorprendente, mi viene un’immagine di me ringiovanita… non vorrei che stessi mentendo a me stesso. Lei cosa ne pensa?

-         Quando le viene questa immagine come è il suo stato emozionale?

-         Io sto bene rilassato ed in pace, questa immagine è esattamente quello che vorrei. È  dopo che ho paura di illudermi.

-         Se le sue emozioni le confermano ciò che sta facendo inviandole benessere e pace è per me la migliore conferma che quello che sta facendo è giusto.

-         Si in effetti anche per me.

-         Se non si fida di se stesso, di chi vuole fidarsi?

-         È perfettamente giusto e l’emozione che sento non è altro che la conferma.

-         Vorrei parlarvi della mia esperienza: Ho provato tante volte a smettere di fumare, ed ogni volta registravo un fallimento. Durante questo corso mi sono riproposto di farlo dal  punto di forza più alto che sarei riuscito  a raggiungere. Nei giorni scorsi ho lavorato molto sull’accettazione, sul rilassamento e sull’immagine di me, durante una di queste “riunioni con me stesso” ho sentito nettamente che potevo farlo. Ho eseguito tutte le domande di controllo sull’accettazione ed ho raggiunto la pace, ho costruito l’immagine migliore di me, poi ho deciso con tutto me stesso di smettere. Non ancora soddisfatto,  ho chiesto se ci fosse qualche parte di me che si opponesse, ho sentito tutto a posto ed ho chiesto se fosse possibile renderlo attuabile da subito, senza lottare come in passato tra me e me; a quel punto ho sentito contorcermi, avvertivo strani versi con la bocca, per un attimo ho avuto paura, poi mi sono detto che la parte più alta di me mai mi avrebbe fatto del male, mi sono fidato ed ho continuato; tutto si è placato ed ho sentito una profonda pace.  I giorni successivi ho notato con piacere che il solo odore della sigaretta mi dava fastidio, quando prima avrei sentivo il bisogno di fumare. Il rito della sigaretta dopo il caffè è scomparso, ho verificato questo il giorno dopo insieme agli amici, quando ho rifiutato l’offerta della sigaretta ed ho sentito una grande gratificazione, una profonda ammirazione di me stesso che si rinnovava ogni volta  al rifiuto di fumare. Credo di capire cosa sia successo, è come se fosse morta una parte di me, quella che fumava. Lei cosa ne pensa?

-         Dalle sue parole riconosco che è stato lei a dichiarare l’intenzione di smettere di fumare ad una parte di lei, ed in questa sua logica è ovvio che morisse; lei ha deciso di farla esistere e lei ha deciso di farla morire. In realtà è stata cambiata una decisione del passato, quando decise di fumare, quando fumando decise di condividere un rito con gli amici.

-         Messa in questi termini sarei stato sempre io ad operare le scelte e non ci sarebbe stato bisogno di far morire nessuna mia parte.

-         Esatto, comunque ha funzionato e di questo risultato è lei il solo artefice.

-         Anche io ho deciso di affrontare il mio problema dal  punto di forza più alto, perché in passato ho avuto molti fallimenti; cominciavo una dieta, facevo molti sacrifici, ma come potete notare non sono mai arrivata a risultati soddisfacenti. Ho creato giorno per giorno l’immagine di me come desideravo ho sentito la conferma dalle emozioni che la mia scelta era possibile, anche se realizzabile in tempi lunghi. Al momento dei pasti creo un vero e proprio rito mi siedo, mi concentro brevemente sulla respirazione, controllo che ci sia l’immagine costruita, poi in compagnia di questa immagine mangio tranquillamente fino a sentirmi “leggermente sazia”. La grande sorpresa è la diversità dalle diete fatte precedentemente, quando dopo il pasto mi alzavo con la fame, contenta perché avevo vinto una battaglia con me stessa, contenta di  non aver mangiato quello che avrei voluto mangiare… poi la frustrazione quando mi distraevo e vinceva il mio corpo. Ora non c’è nessuna lotta, sento solo la libera scelta di mangiare e di smettere quando voglio, vedo soltanto l’immagine di me sorridere e avvicinarsi leggermente.

-         Io “ho male”ad un organo molto delicato del corpo, sono costretta a prendere in continuazione dei farmaci, in passato non avevo accettato quello che mi capitava, poi  lentamente si era instaurata una rassegnazione, mi sentivo una vittima predestinata, mi dicevo : pazienza è toccata a me, non ci posso fare assolutamente niente. È stata dura per me la decisione di accettazione di  questa malattia, ho lasciato  volontariamente questo passaggio per ultimo, come ci aveva suggerito lei, aumentando la pace e il rilassamento. Un giorno mi sono detta la mia verità: “io non so se questo che  accade è un bene o un male per me, l’accetterò lo stesso sperando che in seguito possa capire meglio cosa ci possa imparare”, ho detto questa frase di getto  quasi urlata tra me e me…e mi sono sentita pronta per il  grande passo, ho detto: “L’accetto” con tutta la mia determinazione… Ho pianto, ho pianto di gioia sentivo come una pietra che si scioglieva, sentivo l’amore di me per me. Ho imparato subito, non vedo l’ora di riunirmi con me  per inviare amore a tutte le mie cellule, ho la consapevolezza di quello che sto facendo, mi sento attiva partecipe in maniera sempre più determinante della mia salute; continuo a prendere i farmaci, ma sento il mio corpo rispondere positivamente. 

-         Vorrebbe chiarirci cosa ha cambiato in lei questa malattia?

-         Si volentieri, anche se per me è difficile spiegare le sensazioni che avverto. Prima della malattia vivevo la vita “normale”…non so come dire… si la vita mondana, i miei interessi erano su come ben figurare nei confronti degli altri. Facendo le scelte mi immaginavo sempre cosa ne avrebbero pensato, avevo un gran timore di essere criticata. Con la malattia tutto questo è scomparso all’improvviso, mi sono resa conto che senza la salute non avrei potuto fare molte scelte. Ho dovuto cambiare tutto, sono stata obbligata a mettere in ordine di importanza le mie scelte. I problemi che  mi facevo, la mia paura di essere criticata, sono diventate delle sciocchezze con poco significato. Ora ho aumentato la consapevolezza… non so se guarirò…  vi sembrerà molto strano, ma sento di ringraziare per aver ritrovato me stessa.

-         Vorrei parlarvi di come è cambiato il modo di raggiungere risultati importanti per me. Ho sempre sentito il bisogno di fare esercizio fisico per migliorare la salute e in passato mi ero iscritto presso una palestra, credo di aver sempre fatto l’errore di… no, non è stato errore, piuttosto mancanza di consapevolezza, difatti non mi rendevo conto di cambiare in continuazione le scelte; insomma, quando arrivavo in palestra e l’istruttore mi preparava le schede per gli allenamenti, avevo paura di fare brutta figura se non li eseguivo tutti e volevo raggiungere quello che mi ero prefissato in fretta.  i risultati erano deludenti,  nei giorni seguenti avvertivo molti dolori ai muscoli e alle articolazioni e dovevo sospendere il lavoro fisico,  a volte per molto tempo. Ora controllo di essere equilibrato, mi ascolto molto di più e quando l’istruttore mi dice cosa devo fare, lo provo personalmente e mi fermo appena comincia l’affaticamento. So di aver fatto bene l’allenamento quando, il giorno dopo, avverto soltanto dei leggeri indolenzimenti che scompaiono dopo il riscaldamento. Cerco di vivere possibilmente al presente controllando di essere  nelle migliori condizioni e quando avverto la paura di essere giudicato, ringrazio dell’avviso e mi concentro sull’immagine migliore di me, poi mi ripeto le scelte fatte in ordine di importanza. So che sono in grado di raggiungerle, devo  soltanto rimanere fedele a queste scelte e concentrarmi su quello che serve.

-         Se ho capito bene ha la consapevolezza di raggiungere i suoi risultati perché  ha fatto le scelte in uno stato di pace ed ha controllato che sono il meglio per lei, e in seguito non disperderà le  energie cambiando in continuazione le scelte.

-         Esatto, so come voglio essere e soprattutto so la strada per arrivarci. So che ritroverò le mie vecchie abitudini, ma grazie a lei, so anche che non devo lottare, soltanto riconoscere quello che sta accadendo, prendere coscienza che dipende da me e  ritornare sulle mie scelte.

-         Sono io che devo ringraziare voi tutti, se ora sono qui è grazie alle domande, alle difficoltà incontrate e persino allo scetticismo di coloro che hanno frequentato i corsi precedenti e le vostre esperienze serviranno ad aiutare qualcun’altro che si troverà in situazioni simili.     

-         Vorrei parlare con lei delle difficoltà incontrate ad aiutare gli altri anche se sono parenti, e parlando con i compagni di corso ho scoperto che molti hanno la mia stessa difficoltà.

-         Quali sono queste difficoltà incontrate?

-         In famiglia e tra gli amici sono molti coloro che si lamentano dei dolori, io ho avuto dei buoni risultati con dei semplici esercizi e ho cercato di dire loro come fare, ho insegnato a riconoscere gli squilibri e a riequilibrarsi, solo che non ha mai funzionato.

-         Cosa non ha funzionato?

-         Non ha funzionato il risultato, sembra che su di loro non funziona.

-         È  lei che ha proposto gli esercizi?

-         Si, le ripeto che sento i loro lamenti e so che con poco tempo potrebbero migliorare il loro stato.

-         Voi  che siete qui, avete fatto tutti la scelta di guarire, loro non  ne sono consapevoli, perché nessuno fa apposta a star male, ma è una loro scelta, vi ricordate quanto sono forti le convinzioni?

-         Si mi ricordo. Mi scusi vorrebbe dire che dovrei dirgli che se hanno fatto la scelta di lamentarsi questo è il loro risultato? Che dovrei lasciarli stare senza fare niente?

-         Star bene lei e aspettare.

-         Star bene io e aspettare. Non mi sembra di fare qualcosa?

-         È  il suo star bene che parla per lei, che comunica agli altri più di mille parole.

-         Credo di aver capito. Vedendo i miei risultati, saranno loro che mi chiederanno come fare e sarà diverso, perché a questo punto sarà una loro libera scelta.

-         Può essere che lo facciano. Ogni essere umano è qualcosa di meraviglioso, se vogliamo veramente aiutare qualcuno dobbiamo indirizzarlo a trovare le proprie soluzioni, a cercare la forza dentro di se.

-         Sì, se qualcuno mi dice cosa devo fare, inconsapevolmente, devo anche accettare di essere un incapace.

-         Può essere, noi non possiamo mai sapere precisamente le intime scelte di un altro essere. Se proprio si vuole aiutare qualcuno, bisogna assicurarsi che l’altro sia disposto ad accettarlo e aspettare  che sia una libera scelta. La scelta di guarire ....  



 

 

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