Quando
si riesce a lavorare con onestà, con amore, senza la paura di sbagliare,
quello che si sta già facendo è sicuramente giusto
Questo è un lavoro molto lungo, serve di metterlo in pratica poco alla
volta:
La conduzione degli incontri
Per primo ci
serve d’avere bene in mente dove condurre le persone e poi come
condurle
Dove condurle
Obiettivo finale: ad assumere la responsabilità della
propria salute
Fasi intermedie:
1.
A riconoscere gli squilibri muscolari riequilibrarli e controllare il
risultato
2.
A capire da cosa sono prodotti gli squilibri muscolari
3.
Al riconoscimento delle reazioni automatiche indesiderate
4.
A creare le reazioni automatiche
5.
A raggiungere il punto di forza
6.
A prendere le decisioni in ordine d’importanza e confermate dalle
emozioni
Come condurle:
I requisiti che deve avere l’operatore i livelli di
consapevolezza e le capacità di comunicazione
Livelli di consapevolezza
1.
la consapevolezza di quali sono le condizioni che permettono al corpo di
guarire
2.
la consapevolezza di come il malessere psichico si riflette sul corpo
3.
la consapevolezza di cosa servono le emozioni
4.
la consapevolezza del Sé superiore
5.
la consapevolezza del fine dell’evoluzione umana
6.
la consapevolezza che in ogni essere umano c’è la stessa potenzialità
capacità di comunicazione
- la
capacità di creare un rapporto di fiducia
- la
capacità di riconoscere cosa blocca la
persona
- la
capacità di avere uno schema mentale da seguire
- la
capacità di distinguere la convinzione dalla realtà
- la
capacità di riconoscere i desideri impossibili
- la
capacità di incanalare le scelte su livelli reali di raggiungibilità
DOVE CONDURRE LE PERSONE:
1) riconoscere gli squilibri muscolari riequilibrarli e
controllare il risultato
È la prima fase verso l’autonomia quella di insegnare a
riconoscere gli squilibri muscolari.
Molte persone avvertono il dolore, ma non sanno da cosa è
prodotto. È importante far prendere consapevolezza che il dolore avvertito è
in corrispondenza di una tensione muscolare riconosciuta attraverso la
palpazione, perché sposta il discorso da ipotesi e tentativi di convincimento a
cause reali riconosciute da entrambi, l’operatore con la palpazione e la
persona con la percezione.
Con la maestria del riconoscimento attraverso la palpazione
si ha una base certa, toccata e percepita, ma soprattutto ci permette un
controllo sicuro del risultato degli esercizi eseguiti e molti dubbi saranno
chiariti subito senza aspettare risultati a lungo termine.
Limitarsi soltanto a ciò che si percepisce realmente, al
posto di formulare ipotesi e tentativi di convincimento è un passo importante
verso un rapporto di fiducia reciproca.
Poi si deve passare ad insegnare a riconoscere gli stessi
squilibri avvertiti con la palpazione delle mani con la misurazione
dell’ampiezza di movimento, questo è l’inizio pratico per rendere la
persona autonoma.
È importante che s’insegni questa misurazione solo dopo
la palpazione.
La persona sa già che ha una tensione muscolare che
provoca le patologie dolorose e ora sta imparando da sola a riconoscere.
Se non ci fosse stato il controllo sul muscolo dolente
sull’inserzione infiammata e sulle vertebre disallineate, si potrebbe imputare
le differenze scoperte misurando l’arco di movimento ad una differenza di
forza dovuta alle abitudini, ma il muscolo in tensione è dolente, com’è
dolente l’inserzione infiammata. Quando, dopo l’esercizio di riequilibrio,
si ricontrolla con la palpazione il muscolo e la tensione è nettamente
diminuita e l’arco di movimento è migliorato di molto, la realtà prende il
posto alla convinzione delle ipotesi.
All’inizio mi trovavo immerso in discussioni senza fine
su quest’argomento, anche perché questa convinzione che è un muscolo più
forte a causare le differenze di movimento è molto radicata, è stata insegnata
per molto tempo negli istituti di riabilitazione e prevenzione e usata da un
gran numero d’operatori. Io ho scoperto che la tensione muscolare si può
trovare anche nei muscoli più deboli, anzi
sono proprio i muscoli che lavorano di meno che quando vengono sollecitati in
lavori diversi dal solito rimangono in tensione, ma… Ora mi limito soltanto ai
risultati, veri verificabili senza nessuna teoria da difendere e
se i risultati si possono raggiungere in un tempo brevissimo rispetto a prima ,
lascio soltanto ai risultati il compito di parlare.
Il dolore come alleato per guarire è una consapevolezza
evidente funziona immediatamente e si controlla senza nessun dubbio.
Scoprire tra la serie di esercizi quale procura maggiore
differenza e riequilibrare con gli esercizi di terapia specifica, fa scoprire
che molto spesso spariscono gli squilibri degli altri movimenti e questo è un
risultato scoperto con molte prove ed esperienze dirette e verificate dove la
guida è stata sempre il dolore. È questa guida che mi ha portato a questa
metodologia e basta provarla su se stessi per capire quanto funziona, non
servono le discussioni su ipotesi e teorie del perché funziona.
2) capire da cosa sono prodotti gli squilibri muscolari
Gli squilibri muscolari sono causati dalle tensioni
isometriche tenute per tanto tempo.
Nella contrazione concentrica e nella contrazione
eccentrica l’acido lattico produce principalmente stanchezza, nella tensione
isometrica tenuta a lungo, le fibre muscolari sono praticamente incollate
dall’acido lattico ed è quest’incollamento ciò che si apprezza alla
palpazione sotto forma di nodulo o di corda.
Le posizioni scorrette sono le maggiori imputate delle
tensioni isometriche e della formazione di noduli all’interno dei muscoli, ma
la posizione è involontaria, segue esattamente il pensiero. Le cellule
reagiscono alle immagini mentali come se fossero vere ed entrano in tensione
isometrica.
In pratica la tensione isometrica è causata dalla
paura…la paura più o meno intensa.
Lo stato di tensione muscolare è direttamente
proporzionale allo stato di tensione psichica e lo stato psichico si riflette
sul corpo con le sue diverse posizioni. La persona sente il bisogno di
appoggiare su una sola gamba, di incrociare o accavallare le gambe di spostare i
piedi in un certo modo e tutto questo involontariamente, segue
esattamente il pensiero che si ha in mente.
Molti sono
coloro che hanno individuato nelle posizioni scorrette la causa degli squilibri
muscolari e sono nati diversi metodi per intervenire sulla postura. È vero che
si può cambiare una posizione abitudinaria con un’altra, ma la posizione
diversa non cambia i pensieri che sono nella mente e se in posizione corretta
s’intrattengono pensieri e immagini mentali che provocano paura, le cellule
reagiscono lo stesso, i muscoli si contraggono e si formano nuovamente le
tensioni muscolari.
La posizione di per se non è la causa degli squilibri, ho
scoperto questo con il mio dentista di Milano. Questo dentista mi fece una
domanda interessante:
- come mai alcune settimane non ho dolori e invece capitano
settimane di dolori confermate da uno stato di tensione generale sui muscoli?
Essendo suo
cliente avevo modo di osservarlo e scoprii che quando stava bene, anche se
svolgeva il suo lavoro in posizioni decisamente scorrette, eseguiva
involontariamente tutta una serie di movimenti che lo riequilibravano (piccoli
stiramenti delle braccia, movimenti del capo), nelle settimane che aveva dolori,
c’erano pensieri che lo preoccupavano. Queste preoccupazioni erano per altri
avvenimenti al di fuori del lavoro e la stessa muscolatura reagiva
automaticamente ai pensieri, solo allora la posizione scorretta diventava
dannosa e mi sono accorto che mancavano tutti quei movimenti di riequilibrio
naturale.
Naturalmente credo che si stia scoprendo l’acqua calda,
tutti sono coscienti di questa semplice verità:
La postura non cambia i pensieri, cambiando lo stato
emotivo di paura e cambiando in meglio l’immagine di se, le posture seguono di
conseguenza. Se si vuole avere dei risultati stabili è sull’essere che
bisogna lavorare.
3) riconoscimento delle reazioni automatiche indesiderate
Nessuno volontariamente vuole star male, come mai
l’essere umano si ritrova, senza averne più la coscienza, a subire dolori
fisici e morali?
Molti si convincono di essere sbagliati come essere umani,
di avere dentro un nemico che vuole distruggerli, si sentono vittime
predestinate di forze molto più grandi di loro.
La convinzione non è però la realtà, la convinzione è
soltanto una verità personale. In realtà noi siamo la somma delle nostre
scelte, quello che manca è la consapevolezza di esserne responsabili e se noi
ne siamo responsabili, noi lo possiamo cambiare come vogliamo ci serve di sapere
cosa sono e come si formano le convinzioni limitanti e le reazioni automatiche.
Cosa sono le convinzioni limitanti e le reazioni
automatiche:
vi ho già detto che la convinzione è una realtà
personale e in quel momento funziona come verità. La reazione automatica è
l’azione eseguita senza pensarci, viene da sola c’è uno stimolo e a questo
stimolo segue una risposta, vi faccio l’esempio di quando si guida… quando
si sente il rombo del motore che sale uhuuuummm
il piede sinistro va sulla frizione e la mano destra sul cambio senza
pensarci, automaticamente, il rumore è lo stimolo con la conseguente reazione
automatica del piede sulla frizione e la mano sul cambio.
Queste reazioni automatiche sono praticamente la
maggioranza delle attività umane sono la risposta a degli stimoli, e siccome
vengono eseguiti senza pensarci, è come… come se li facesse qualcun altro:
stimolo à
risposta
Le convinzioni diverse e i diversi stati d’animo generano
reazioni automatiche differenti.
Se si sta pensando a qualcosa di importante che preoccupa e
si è interrotti, la reazione automatica sarà diversa di quando si è in uno
stato d’animo tranquillo. Quando la convinzione cambia,
cambia anche la reazione automatica, esempio… se si è convinti che una
persona è stupida, la reazione automatica del messaggio del corpo e del tono di
voce sarà diversa con la convinzione che una
è una persona che ha difficoltà ad imparare. Nel primo caso si userà
un tono aspro di condanna e di colpa, nel secondo caso un tono dolce di
comprensione.
Per capire bene cosa sono le reazioni automatiche basta
sapere su cosa si riesce a concentrarsi, tutto ciò che si fa al di fuori della
concentrazione sono reazioni automatiche.
Quando si pensa si ha poca consapevolezza di ciò che
accade e prevalgono le reazioni automatiche che però possiamo diventarne
consapevoli, come quando si guida e
volontariamente si presta attenzione a cambiare le marce.
.
La somma delle convinzioni
con le conseguenti reazioni automatica danno l’impronta al carattere.
Abbiamo visto precedentemente che è ciò che si pensa che
determina lo stato di tensione o rilassamento muscolare,
come far prendere consapevolezza delle proprie abitudini mentali.
La persona che state incontrando vuole star bene…. con le
capacità di comunicazione e i
livelli di consapevolezza che vedremo più avanti l’avrete condotta a
riconoscere gli squilibri muscolari a prendere coscienza che sono prodotti da
stati di paura e lo stato di paura è
spesso determinato da ciò che si pensa, sarà proprio condurla ad intervenire
appena si percepisce il segnale della paura e lo stato di tensione.
Intervenire…
a diventare consapevoli di quali sono i pensieri che si stanno intrattenendo, ad
osservarsi senza giudicare e colpevolizzare
a sottolineare il ruolo positivo dell’avviso della paura a
dividere la fase del riconoscimento delle reazioni automatiche come tappa
fondamentale che precede quella di creare delle nuove reazioni automatiche.
L’operatore deve far prendere
consapevolezza che nessuno può sfuggire da questo percorso di cambiare le
proprie reazioni automatiche e che nessuno può farlo al posto di un altro.
4- Come creare le reazioni
automatiche
all’operatore serve la capacità di avere uno schema
mentale da seguire per disgregare le convinzioni limitanti.
È la ripetizione a creare la reazione automatica. Più un
comportamento è ripetuto più è forte la reazione automatica. Tutto ciò che
si ripete si automatizza per questo bisogna stare molto attenti a ciò che si
esegue, perché ripetendo errori si automatizzano soltanto errori.
Inizialmente bisogna togliere ogni traccia di giudizio e di
azione negativa.
Quando la persona dichiara che NON vuole più comportarsi
in un certo modo, bisogna immediatamente incanalarlo su come vorrebbe
comportarsi. Non esistono le NON azioni e dal momento che vengono eseguite senza
pensarci in risposta ad uno stimolo, è necessario in fase di progettazione
sostituirle con come si vuole comportare in sostituzione della reazione
automatica indesiderata.
Togliere ogni traccia di giudizio: non riesco, non sono
capace, è difficile. Come disgregare queste convinzioni limitanti lo
affronteremo più avanti nelle capacità dell’operatore, ora mi limito
a dirvi che un comportamento, un’abilità fisica o mentale non è né facile né
difficile, ma acquisita o ancora da imparare e se è da imparare bisogna che si
impari tenendo conto delle leggi che regolano la creazione degli schemi
comportamentali: le reazioni automatiche.
Prima legge: ci si può concentrare
contemporaneamente soltanto su pochi elementi alla volta, per questo bisogna
dividere ciò che si vuole imparare in tanti pezzi fino a quando non si riesce
ad averne il controllo.
È a questo punto che le persone dichiarano che è
difficile e di non riuscirci, perché si prova ad imparare un pezzo troppo
grande per loro, se si vuole imparare a nuotare si deve fare per gradi
altrimenti si affoga… prima bisogna imparare a galleggiare poi a metter la
battuta di gambe la respirazione e la bracciata, se il galleggiamento prono e
con gli occhi aperti è difficoltoso si divide ancora- … prima si deve
padroneggiare il fastidio dell’acqua negli occhi e nel naso per cui si faranno
eseguire soltanto delle brevi immersioni della testa, se è ancora difficoltoso
si farà provare solo l’immersione della faccia con gli occhi aperti e se il
fastidio persiste si prova su un lavandino con acqua senza cloro. In pratica ci
si deve riuscire OGNUNO DEVE PARTIRE DA CIO’ CHE SA FARE E AUMENTARE LA
DIFFICOLTA’ in modo da essere sotto controllo con i 5 sensi
Seconda legge:- ci deve essere un progetto ben
chiaro in mente, cosa di deve sentire, udire, percepire- e deve essere
confermato dalla sensazione di sicurezza
Le azioni seguono esattamente lo schema mentale. Il
progetto dell’azione da eseguire, più il progetto è chiaro e definito più
precisa sarà l’azione. Quando Yuri Chechi vinse la sua medaglia d’oro un
giornalista lo osservava mentre aspettava il suo turno e lo vide fermo immobile
con lo sguardo assente, poi esegui con perfezione il suo esercizio e vinse. in
una intervista seguente il giornalista curioso gli chiese cosa stava facendo
mentre aspettava il suo turno e lui rispose serenamente :- ripassavo
l’esercizio.
Probabilmente anche Yuri Chechi non si sentiva abbastanza
sicuro per questo ripassava. Le emozioni sono l’avviso migliore e se si sente
l’insicurezza, significa soltanto che manca qualcosa che ancora si deve
imparare e allora si divide di
nuovo in parti più piccole fino a quando è confermata dalla sensazione di
sicurezza. Questo meccanismo, in
realtà, lo usiamo sempre automaticamente voglio farvi una domanda:- quando
guidate e si avvicina una curva
fino a quando frenate?
La risposta è ovvia fino a quando non vi sentite sicuri e
questo vale per tutti, anche per i campioni di formula 1, soltanto che le
capacità di distinguere i vari gradi della sensazione di sicurezza nei campioni
è molto più affinata e riescono a portare questa capacità al limite massimo,
perché anche se loro lo superano la macchina finisce fuori strada.
Terza legge: ripetere per automatizzare
E siccome tutto ciò che si ripete si automatizza è bene
ripetere soltanto giusto. È molto più veloce acquisire un comportamento nuovo
che correggere uno errato, lo stesso esempio del nuoto: alla fine sono risultati
migliori in coloro che hanno imparato da zero che quelli che sapevano nuotare
con degli errori di propulsione.
Per questo, abbiamo diviso in tanti pezzi…. in modo da
concentrarsi su ciò che si padroneggia e ripeterlo in modo esatto.
Si può usare anche la ripetizione mentale, ma per essere
veramente efficace si deve essere in particolari condizioni, in pratica le
immagini devono essere vere ..non fantasiose.
Bisogna
ripetere fino a quando non è automatizzato.
COME FACCIAMO A SAPERE CHE E’ AUTOMATIZZATO?
- QUANDO LO SI ESEGUE SENZA PENSARCI
RIUNIRE siccome è stato diviso in pezzi per impararlo e
ripeterlo, bisogna riunirlo in un comportamento completo – quando si riunisce
il rischio è di commettere nuovamente errori e di automatizzarli per questo
bisogna correggerli immediatamente.
CORREZIONE DEGLI ERRORI due modi: il primo ritornare a
dividere e ripetere, perché probabilmente non era completamente automatizzato,
il secondo consiste nell’eseguire tutta l’azione concentrandosi solo
sull’errore da correggere
Siamo noi che determiniamo il grado di soddisfazione, se
si fanno delle aspettative superiori al grado di apprendimento si sarà
insoddisfatti, ma ci si dimentica che ci si può concentrare solo su pochi
elementi e se è stato corretto l’errore e l’azione non è stata eseguita
correttamente bisogna considerarlo esatto e fidarsi che il perfezionamento e
l’automazione avverrà solo in seguito dopo la ripetizione di tutta l’azione
completa.
RIPETIZIONE DI TUTTA L’AZIONE COMPLETA confermata dal
grado di soddisfazione, se non si è completamente soddisfatti significa che una
fase è stata saltata e non eseguita correttamente per cui bisogna ridividere,
farsi il corretto schema mentale, ripeterlo, riunirlo correggere gli errori
e ripetere l’azione completa.
Vi siete resi conto che è impossibile non imparare,
naturalmente ognuno secondo le proprie possibilità
e partendo da cosa si sa fare. Dove la guida sono le emozioni, la paura per
l’avviso dell’errore, e la sicurezza e la soddisfazione per la conferma .
Molti involontariamente si bloccano è a questo punto che
serve la vostra guida per riconoscere sbloccare e incanalare verso questo
percorso .
Quando si vuole sostituire un comportamento con un altro
bisogna prendere in considerazione che per
un certo periodo coesisteranno entrambi fino a quando il nuovo comportamento
attraverso la ripetizione sostituirà completamente il vecchio.
5- raggiungere il punto di forza
VI ho accennato precedentemente che le reazioni automatiche
sono diverse a seconda dello stato emotivo, ma c’è uno stato in cui le reazioni automatiche sono ridotte al
minimo e spariscono molte reazioni indesiderate senza imparare a sostituirle una
alla volta: il punto di forza
Qual è il massimo punto di forza
Lo stato emotivo perfettamente in pace.
Lo Stato fisico completamente rilassato
Lo stato mentale concentrato esclusivamente sul presente
senza pre-occupazioni future o recriminazioni passate
Insegnare a raggiungere la pace che è determinata
dall’accettazione di se degli altri e di tutto quello che accade.
L’impresa è ardua e bisogna togliersi ogni traccia di
aspettative sui risultati.
Quando
nell’incontro con le persone, le vostre emozioni vi segnalano che è il
momento opportuno, senza girare intorno ai problemi, dichiarate questa semplice
verità : l’accettazione è solo una scelta, la non accettazione è solo
illusione, perché i risultati arrivano ugualmente.
Far prendere consapevolezza della responsabilità del
risultato della non accettazione che è solo il malessere.
Con tutto il
tempo che vi serve per verificarlo voglio ripetere che ho passato anni e anni
nell’apprendimento di innumerevoli tecniche di rilassamento e
alla fine ho scoperto che sono soltanto illusioni, quando mi sono messo di
fronte alle mie responsabilità ho
scoperto che questa è la via
principale per arrivare alla pace e ho scoperto di nuovo l’acqua calda, perché
l’avevo sempre saputo: il rilassamento vero è determinato dalla pace e la
pace viene dall’accettazione, le
tecniche servono soltanto quando lo stato di pace non è completo.
Gli stati conflittuali possono esistere soltanto perché le
scelte non vengono espresse nelle migliori condizioni e la mente è spostata al
passato su ciò che si sarebbe potuto fare e non si è fatto. Oppure, ci si
pre-occupa.
Cos’è la
pre-occupazione : la parola contiene già il significato preciso, occuparsi
prima di ciò che potrebbe succedere. Ma quello che potrebbe succedere si può
soltanto ipotizzare. Quando si è
con la mente al passato a colpevolizzare e al futuro a ipotizzare occupandoci
prima di ciò che potrebbe succedere, quanta consapevolezza si ha delle azioni
svolte al presente?
Il futuro da cosa è determinato?
Il futuro non è altro che una trasposizione del presente,
il passato è passato il futuro non si può vivere è solo il presente che conta
e se al presente si è con i pensieri al futuro o al passato la concentrazione
sarà limitata e funzioneranno maggiormente le reazioni automatiche e si faranno
innumerevoli errori per essere di nuovo recriminati nel presente successivo.
La sequenza logica è :prima raggiungere le migliori
condizioni, poi fare un progetto di ciò che si vuole essere, poi l’azione
pratica di realizzazione
Il progetto fatto nelle migliori condizioni di pace e
rilassamento non può essere recriminato. Conoscete uno stato migliore per
prendere le decisioni? Io si – aumentare sempre di più lo stato di forza.
Insegnare a prendere le decisioni soltanto in questo stato toglie ogni
recriminazione, perché non si sarebbe potuto certamente fare di meglio …. In
quel momento…
Se il progetto di se è stato ben definito, come per la
creazione degli schemi comportamentali automatici, le emozioni segnaleranno se
si procede nella direzione scelta, spostare l’attenzione a percepire il primo
avviso della paura è la reazione automatica più importante da creare.
6- CARATTERISTICHE DELLE SCELTE prendere le decisioni in ordine di
importanza e confermate dalle emozioni
Abbiamo visto precedentemente che la pace è la condizione
principale per la guarigione e che la pace è turbata dal conflitto con se
stessi e con gli altri. Conflitto spesso determinato da scelte errate e espresse
nelle peggiori condizioni. Abbiamo visto La sequenza logica:
raggiungere le migliori condizioni, progettare e realizzare.
Il progetto è determinato dalla somma delle scelte,
vediamo ora quali caratteristiche devono avere le scelte, perché è su queste
caratteristiche che dobbiamo guidare le persone negli incontri .
1)
le scelte devono essere messe in ordine di importanza, precisamente
2)
le scelte devono essere realmente realizzabili. Vanno sostituiti tutti i
desideri la cui realizzazione dipende dagli altri…. In modo particolare
sostituire i desideri su come si dovrebbero comportare gli altri, perché sono
impossibili da realizzare, neanche Dio potrebbe farlo, perché non potrebbe esaudire un desiderio
che implica il volere di un’altra persona. Mi soffermo ancora su questo, perché
è la causa principale del conflitto con gli altri, e viene espresso così
automaticamente che pochi hanno questa consapevolezza. Se ascoltate
bene i discorsi che provocano i conflitti sentirete spesso affermare come
si dovrebbero o non dovrebbero comportare gli altri … anche in questo manuale
ci occuperemo soltanto come è bene comportarci noi, senza aspettarsi nulla
dalla persona che abbiamo di fronte negli incontri… la guida è solo per
incanalarla a decidere, il nostro compito è soltanto di far scoprire che questo
tipo di desideri sono impossibili e far prendere consapevolezza dei risultati di
queste scelte impossibili, poi sarà la persona stessa a decidere.
3)
Le scelte devono essere confermate dalle emozioni
di pace e sicurezza. Questa capacità
di dialogare è rudimentale all’inizio e le persona vanno avvisate che sarà
soltanto con un allenamento costante che verranno affinate queste qualità che
sono la guida interna, il mezzo privilegiato per il raggiungimento del Sé
superiore. È bene avvisare, togliere ogni traccia di illusione perché porta ad
abbandoni rapidi, la guida deve incanalare, sulla strada giusta, ma non può
sostituirsi alla persona nel percorrerla. Il passo DI INCANALARE
è solo l’inizio, ma enorme, perché sono innumerevoli le persone che
vagano senza meta alla ricerca di false felicità
con i risultati che vediamo. Per me questa verità è stata talmente
ovvia una volta scoperta, che mi
sono meravigliato come è stato possibile che per anni e anni non me ne sia reso
conto. Per questo so che ci vuole tanta indulgenza e tanta pazienza con le
persone.
Livelli di consapevolezza.
La consapevolezza è conoscere la causa che determina un
risultato.
Naturalmente per essere una guida bisogna avere la
consapevolezza di come intervenire per ottenere i risultati desiderati per poi
trasmetterla negli incontri. Vediamo uno per uno i sei livelli di consapevolezza
visti all’inizio
1-
la consapevolezza di quali sono le condizioni che permettono al corpo di
guarire
il corpo è in grado di guarire a queste condizioni
per le lesioni muscolari e le infiammazioni
1° le parti
lesionate devono essere vicine
2° le parti devono essere vicine per il tempo necessario a
guarire
Per le nevriti, deve essere rimossa la causa e poi serve
ancora il tempo per guarire,
naturalmente serve di saperlo diagnosticare.
Le lesioni muscolari vengono avvertiti con dolore sul
muscolo e alla palpazione il dolore aumenta di poco. Esercitandosi sulla
palpazione è possibile stabilire l’entità della rottura muscolare, perché
nella rottura le due parti si
allontanano e si compara con il muscolo corrispondente sano. Se la vostra
percezione è ancora bassa, fatevi guidare dalla persona sul punto doloroso, e
seguite una palpazione sulla zona e comparatela con la corrispondente del lato
opposto.
Se questo muscolo deve compensare uno squilibrio del
bacino, dovuto ad una tensione degli arti inferiori che lo spostano, la
guarigione diventa lunga e il rischio è che si formi tessuto cicatrizzante
proprio perché la distanza è eccessiva.
Come fare per far prendere consapevolezza alla persona di
questo:
toccate il muscolo dolente alla persona, prima degli
esercizi di riequilibrio, chiedetegli di concentrarsi a capire il dolore e la
quantità di dolore che aumenta con la vostra pressione, controllate attraverso
la misurazione dell’arco di movimento se ci sono evidenti squilibri nei
movimenti degli arti inferiori,… fate eseguire il riequilibrio completo,…
controllate di nuovo spingendo sul muscolo dolente. Se c’erano gli evidenti
squilibri il dolore generalmente diminuisce, se non c’erano squilibri, il
dolore rimane invariato.
Lo stesso avviene per le infiammazioni, toccate il punto di
inserzione dolente in questo caso con la palpazione si avverte la parte meno
ancorata perché il muscolo in tensione la tiene distante… invitate a
percepire il dolore con l’aumentare della vostra pressione, individuate la
tensione muscolare sul muscolo corrispondente e fatelo percepire alla persona in
modo da avere individuato precisamente la causa dell’infiammazione
sull’osso. Fate eseguire gli esercizi di riequilibrio completo… prima
controllate che sia diminuita la tensione sul muscolo e se la tensione è stata
tolta, premete nuovamente sul punto di inserzione e fate percepire il dolore
alla persona, sicuramente se è stata tolta la tensione muscolare il dolore sarà
diminuito di molto.
Per le
nevriti la causa può essere una vertebra disallineata o un nodulo, nel caso di
sciatalgia controllate l’allineamento soprattutto delle vertebre lombari, il
punto gluteo e tutto il decorso del nervo, quando trovate una vertebra
disallineata, indagate con la palpazione il muscolo che si inserisce sulla
vertebra se trovate una tensione muscolare, fate prendere consapevolezza alla
persona nel modo precedente, fate eseguire il riequilibrio completo controllate
lo stato muscolare e fate percepire alla persona se il dolore è diminuito, se
sono presenti delle tensioni muscolari residue, e volete toglierle manualmente,
avvisate che lo state facendo soltanto per eseguire la trazione delle vertebre,
quando tutti i muscoli sono rilassati, fate eseguire le trazioni, ricontrollate
con la palpazione l’allineamento delle vertebre, se le vertebre sono
allineate, il dolore deve essere diminuito di molto.
Ora il lavoro da fare è far prendere consapevolezza che il
muscolo che torna in tensione può spostare di nuovo la vertebre, oppure
aumentare la distanza del tendine o allontanare le fibre rotte con conseguente
annullamento dei risultati raggiunti bisogna mantenere questo stato di
equilibrio muscolare finché il corpo non ha riparato i danni subiti… come
nelle ferite esterne che si possono vedere, all’interno avviene lo stesso
procedimento.
2-
la consapevolezza di come il malessere psichico si riflette sul corpo
La maggior parte delle persone crede che il pensiero sia
scollegato da ciò che accade al corpo ed è in balia di una miriade di pensieri
che molto raramente riesce a riconoscere e canalizzare. Sono veramente poche le
persone in questo mondo che riescono a tenere fermi i pensieri concentrandosi
esclusivamente alla realizzazione dei progetti. Vi ho parlato precedentemente
delle reazioni automatiche e vi ho detto che è automatico ciò che si fa senza
pensarci, molto spesso avviene anche con i pensieri, ci si ritrova
inconsapevolmente a ipotizzare, recriminare, crearsi delle aspettative future,
ma tutto questo si riflette sul corpo sotto forma di posture e tensioni
muscolari.
Le cellule del corpo non hanno gli occhi e reagiscono alle
immagini mentali come se fossero vere… immagini mentali che spesso sono al di
fuori della consapevolezza della persona.
Vi faccio un esempio:- se dico tavolo, tavolo rotondo,
tavolo rotondo basso in acciaio con il piano di cristallo.. cosa è successo…
e successo che per capire le mie parole avete dovuto trasformarle in immagini
mentali, prima avete immaginato un tavolo come vi veniva spontaneamente in
mente, quando ho aggiunto i particolari, avete modificato le immagini secondo le
parole che vi ho detto. Vi faro un esempio del negativo: siete pronti—bene…
vi dico di non immaginare una cane, un cane bassotto con le orecchie lunghe. Ora
vi dico di non immaginare una torta con la panna e le fragole sopra . cosa è
successo? Sicuramente per capire le mie parole avete dovuto per forza
immaginare. Non esistono le non immagini, come non esistono le non azioni. Gli
esseri umani quando affermano di non volere qualcosa stanno pensando esattamente
a ciò che non vogliono. E quando affermano che non vogliono più comportarsi in
un certo modo, stanno ripetendo ancora ciò che li disturba automatizzandolo
sempre di più. IL NEGATIVO è TUTTO Ciò CHE NON SI VUOLE.
Cosa pensate che accada ad una persona
che non vuole più mangiare i dolci.. in special modo le torte con la
panna e le fragole che gli piacciono tanto?
Ad una persona che non vuole più fare la figura dello stupido
comportandosi in quella maniera? Ad una persona che non vuole perdere? e cosi
via…
Tutto il malessere è derivato dal non voglio. Sia al
passato che al futuro che al presente.
Non voglio e non accetto che sia potuto accadere…e
molti passano ore e ore a pensare a cosa avrebbero potuto dire o fare e se è
stata una discussione animata continuano ancora ad immaginarsi di discutere e
discutere dicendo cosa avrebbero dovuto dire per non fare quella brutta figura. Cosa pensate che accada
contemporaneamente alle cellule del corpo?
Non voglio e non accetto che accada QUALCOSA
al futuro, non voglio che accada un incidente, non voglio che il progetto
sia un fallimento, non voglio essere abbandonato dalle persone che amo
e si passa tutto il tempo nella paura che possa accadere. L’ansia la
pura, il panico da cosa credete siano generate?
E al presente..Non voglio e non accetto di essere
malato, non voglio e non accetto di soffrire. Non voglio e non accetto
la morte.
Cosa pensate che stia facendo la persona? Come pensate che
sia l’immagine di se? Cosa
pensate che accada alle cellule del corpo? Come pensate che siano le sue
posizioni?
Non voglio
e non mi accetto così come sono. Non voglio e non accetto quello che
mi accade: il lavoro, la situazione finanziaria, le amicizie…
pensate che in queste condizioni si stia bene o male?
E se si sta male come si può cambiare in meglio?
3- la consapevolezza di cosa servono le emozioni
Inconsapevolmente, l’uomo poco evoluto quando sente la
paura che lo avvisa, non accetta questa emozione, e la paura deve aumentare
d’intensità per avvertire dell’errore che si sta commettendo.
Molti come per il dolore, assumono farmaci per non sentire
l’avviso della paura. Molti credono di subire, di avere un nemico interno
di essere vittima del destino e della sfortuna. Molti si esaltano nelle
vittorie e si deprimono nelle sconfitte. Pochi, veramente pochi sono coloro che
sono consapevoli di essere responsabili della loro felicità.
La paura è il migliore degli alleati, come il dolore per
il corpo è un avviso, un avviso che si sta commettendo un errore con i
pensieri, un avviso di cambiare in positivo, un avviso di determinare invece di
subire.
Sostituire tutto ciò che non si vuole con ciò che si
vuole e metterlo in ordine di importanza e per ogni scelta controllare che sia
confermata dalla pace e dalla sicurezza.
Come pensate che sia la persona che ascolta il primo avviso
di paura e accetta di vivere la vita con tutto quello che accade?
Il piacere
deve sostituire la paura come motore della vita. Il piacere di rendere il corpo
forte e in salute dove poche
malattie possono attaccarlo, il piacere di svolgere il lavoro che si fa e se non
piace cambiarlo con un altro che si è deciso di intraprendere. Il piacere di
far piacere alle persone amate.
Come fate a decidere di essere contenti?
Cosa deve succedere perché siate contenti?
Bene probabilmente in questi pochi attimi alcuni avranno
dato la risposta che sono contenti quando
i desideri si
realizzano.
E chi ha
deciso cosa desiderare? Noi… solo noi è
una decisione e con quella prendiamo
anche la decisioni di essere felici. Esprimendo un desiderio ci si lega alla
soddisfazione del raggiungimento.
Per questo bisogna stare molto attenti a ciò che si
desidera, perché se si esprime un desiderio impossibile o che per realizzarlo
dipende da cause esterne la felicità dipenderà esattamente dal risultato.
Quale è la strada maestra per essere felici: esprimere i
desideri solo dallo stato di forza, che questi desideri siano in ordine di
importanza, che siano intelligenti e la cui realizzazione dipende solo da noi-
praticamente ogni desiderio in fase di scelta deve essere confermato dalla pace
e dalla sicurezza.
4-
La consapevolezza del Sé superiore
Sé superiore… perché
bisogna imparare a distinguerlo dal sé inferiore.
Vediamo brevemente il sé inferiore… sono gli istinti di
origine animale, l’accoppiamento, la competizione per l’accoppiamento, per
il territorio, l’istinto a mangiare e in abbondanza per compensare i periodi
di carestia. Questa parte istintiva è molto forte, la lotta
prevale e viene compensata con brevi periodi di piacere. Nella sua
evoluzione, agli istinti sono state aggiunte le componenti umane dei sentimenti
e alla legge del più forte prevale il senso di
difesa e aiuto del più debole, all’istinto del solo accoppiamento prevale
la soddisfazione del sesso con amore, con la consapevolezza che la soddisfazione
è di gran lunga maggiore, dalla competizione per vincere e predominare su chi
perde, all’uso dell’intelligenza, della saggezza dove la collaborazione per un miglioramento collettivo si
sostituisce alla lenta evoluzione della lotta… di origine animale.
Le emozioni sono la nostra guida, mai smettono di
avvertirci, non a caso vengono chiamati stati d’animo e viene anche
chiamata coscienza o sé superiore la voce interiore che ci guida verso le
mete più alte, ma per riuscire ad ascoltarla bisogna essere in pace… quando
manca la pace, la voce della coscienza è sovrastata dai fragori degli istinti e
dalle sirene dei sogni di potere… l’apparenza
prende il posto dell’essere, ma
alla prima avvisaglia di sconfitta vengono fuori tutte le paure.. senza
la pace la guida interiore viene male interpretata e si corre dietro alle false
euforie dell’ego, per pagarle in seguito con la rabbia seguita dalla
depressione e dalla disperazione. A
qualcuno sembrerà strano ciò che sto per dire, ma è proprio il dolore,… la
malattia… il motore principale per
ritornare verso se stessi a noi il
compito di aiutarlo a ritrovare la
pace per
poter ascoltare in seguito il sé superiore .
Quando si è
raggiunto il punto di forza, ogni essere umano è avvisato se i desideri che
esprime sono giusti, raggiungibili e i migliori per lui.
Quando si
eliminano tutti i desideri impossibili e le sirene del potere, …la gioia e l’amore saranno i sentimenti
predominanti e i progetti saranno soltanto per creare un essere umano molto più
evoluto.
5-
la consapevolezza del fine dell’evoluzione umana
l’evoluzione umana sarà raggiunta quando si determinerà
il 100% della salute, della felicità,
e tutto ciò che accade, la percentuale inferiore
di quanto si determina , stabilisce esattamente il punto di evoluzione raggiunto
. individualmente e collettivamente.
La pace è la base per l’evoluzione individuale e la pace
nel mondo è determinata dal grado di evoluzione dei suoi abitanti.
Nessuno vuole volontariamente il proprio male
e tutti vorrebbero essere felici e intelligenti.
Aiutare i nostri simili ad evolversi è un contributo
notevole verso la pace e la felicità
sulla terra.
Creare un mondo di pace
… aiutando gli altri esseri umani a evolversi a determinare sempre di
più la percentuale di salute, di felicità e di cosa ci accade.
6- la consapevolezza che in ogni essere umano c’è la stessa potenzialità
come aiutare gli altri esseri umani ad evolversi?
Soltanto riportandolo ad ascoltare il proprio sé
superiore, sarà il suo sé superiore che poi lo guiderà verso le scelte
migliori.
Tutti hanno un sé superiore, è soltanto nascosto.
Per far questo bisogna aiutare a riscoprirlo, a prendere
consapevolezza delle differenze dal sé inferiore, a capire le
illusioni delle convinzioni che nascondono la realtà, a vincere
la forza delle abitudini che vengono fuori automaticamente,
a liberarsi dalla coercizione degli istinti che ci portano senza
accorgersi alla competizione e alla lotta.
Quando l’essere umano è in contatto con il sé
superiore, la potenzialità può finalmente essere espressa e dare a sua volta
un grande contributo al mondo. Il sé superiore di ogni essere, parla la stessa
lingua, ci conduce ognuno nel proprio campo alle mete più alte e come molti suoni diversi, sotto la sua
direzione, compongono una meravigliosa sinfonia.
Le capacità di comunicazione.
Prendiamo in
considerazione uno per uno le capacità di comunicazione che deve avere
l’operatore
1- la capacità di creare un rapporto di fiducia.
Come si crea un rapporto di fiducia?
Con la verità, togliendosi ogni più piccolo giudizio e
forma di convincimento.
La verità tra ciò che si dice e ciò che si pensa-
Gli esseri umani sono abituati ad una comunicazione
ambigua. La convinzione è che si possa pensare in un modo e parlare in un
altro, perché nessuno si accorge di questo.
Su quante cose ci si può concentrare contemporaneamente?
Contemporaneamente ci si può concentrare su pochi
elementi, e il resto viene comunicato automaticamente. Quando si pensa alle
parole da dire, non si può tenere sotto controllo il tono della voce, le
posizioni del corpo, le espressioni
del viso, questa comunicazione è al di sopra dello stato di consapevolezza e
spesso si reagisce automaticamente alla comunicazione di chi ci sta di fronte.
Quando si giudica negativamente un essere umano, il tono di
voce sottolinea il disappunto e le posizioni del corpo e le espressioni del viso
si modificheranno di conseguenza. Anche quando si è giudicati si avverte, si ha
la sensazione di essere sotto esame e senza volerlo si inizia la comunicazione
per fare bella figura, per far credere chi si vorrebbe essere
... convinti che la
comunicazione principale sia la parola, inizia un discorso ambiguo, dove le
parole hanno un significato diverso da ciò che viene comunicato con le
posizioni del corpo, il tono della voce e le espressioni del viso. Come esseri
umani siamo talmente abituati ad
una comunicazione di questo tipo da sembrarci normale, dove la convinzione delle
parole prevale sul resto. Tutti sanno riconoscere una comunicazione ambigua da
una comunicazione reale, pochi hanno la consapevolezza di cosa stia succedendo,
ma tutti sono in grado di riconoscere un messaggio vero da un messaggio falso.
Dire la verità, significa limitarsi soltanto a ciò che si
vede e ciò che si sente, evitando i commenti personali fatti di giudizi e di
ipotesi. Essere invece di apparire. Essere a disposizione dell’essere umano
per la sua guarigione e la sua evoluzione.
Essere trasparente con la consapevolezza che il sé
superiore dell’altra persona sa leggere perfettamente il nostro messaggio ed
è questo ciò che bisogna avere sempre in mente.
La persona è sotto l’influsso dell’illusione delle sue
convinzioni e vittima delle reazioni automatiche indesiderate e bisogna assolutamente
evitare di interpretare le sue intenzioni, perché si tratta di messaggi
ambigui, se la persona fosse in contatto con il suo sé superiore non sarebbe
davanti a noi per essere aiutata.
Inizialmente
va assolutamente evitato di dire cosa dovrebbe fare, dicendogli
cosa dovrebbe fare si sta contemporaneamente dicendo che non è capace di
prendere una decisione e la fiducia in sé diminuirebbe.
Cosa serve per creare un rapporto di fiducia -
in sequenza:
- ascoltare
e contemporaneamente inviargli tutte le nostre buoni intenzioni.
Il sé superire dell’altra
persona capisce perfettamente il nostro messaggio è il lavoro più efficace
per creare un rapporto di fiducia.
- controllare
di essere nelle migliori condizioni e mantenere l’attenzione sulle
emozioni per sapere se si mantiene il punto di forza .
Più si è nelle condizioni del
punto di forza, meno serve di pensare a ciò che dovremmo fare, perché è
al momento che serve di capire tutti i segnali dell’altra persona e se ci
fidiamo di noi stessi, trasmetteremo questo messaggio di pace e sicurezza
che contemporaneamente ci segnala che stiamo facendo giusto.
- incanalare
tutti i giudizi espressi dalla persona (non riesco, non sono capace)
soltanto sulle capacità di imparare, di ascoltare e percepire ciò che
serve per guarire ( lo vedremo dettagliatamente in seguito)
- spiegare
in termini semplici tutti i motivi delle patologie dolorose. Lo scopo e di
togliere la convinzione del vittimismo della malattia e di ridare la fiducia
nelle proprie possibilità.
- Quando
la persona scopre le cause che determinano la malattia, molto spesso inizia
a colpevolizzarsi, al primo segnale, dividere le sue intenzioni dai
risultati raggiunti.
- Togliere
ogni traccia di illusione di
guarigione, per rendere la guarigione soltanto proporzionale al grado di
consapevolezza e di comunicazione con il sé superiore.
Voglio soffermarmi brevemente sull’ultimo punto perché
è qui che le responsabilità della persona passano involontariamente a quelle
dell’operatore.
La maggior parte delle persone vuole essere rassicurata
sull’esito della guarigione e spesso pensando di fare una cosa buona,
l’operatore li rassicura, magari facendo riferimento a tutte le persone
precedentemente guarite. L’intenzione è
buona, si crede che portando esempi di guarigione le persone possano essere
stimolate a far bene, ma si creano delle aspettative e quando alla prima
difficoltà si insinuano i dubbi, le persone si avviliscono entrando nelle loro
peggiori condizioni vanificando tutte le nostre buone intenzioni. Un rapporto di
fiducia si basa sulla verità e la verità è soltanto che per guarire il corpo
deve essere in condizione di farlo. Inizialmente quando una persona non guariva
vivevo questo episodio come una sconfitta, poi ci sono stati alcuni episodi
in cui la persona non è guarita fisicamente, ma è guarita moralmente,
accettando la sua condizione con la consapevolezza di aver fatto tutto il
possibile e la certezza che la vecchiaia e la morte sono parte integrante della
vita… vedere la loro pace e la
loro serenità è stata per me la migliore delle vittorie. Ora sono soltanto
consapevole che non c’è né vittoria né sconfitta, ma soltanto evoluzione,
l’evoluzione verso la consapevolezza, riportare la persona al suo
essere, all’essere al meglio delle sue possibilità e poi sarà la persona
stessa a sapere cosa è il meglio per lei.
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2-
capacità di riconoscere cosa blocca la persona
riconoscere cosa blocca la persona ad assumersi le
responsabilità che gli competono:
·
la responsabilità di eseguire il controllo ed i relativi esercizi
·
la responsabilità di cambiare il modo di agire
·
la responsabilità di prendere le decisioni e mantenerle ferme
·
la responsabilità di arrivare ad essere nelle migliori condizioni
Ciò che blocca l’assunzione di queste responsabilità è
soltanto l’illusione della convinzione.
La persona rimane vittima delle proprie scelte fatte
inconsapevolmente.
Soprattutto all’inizio, molte persone faranno fatica ad
eseguire gli esercizi, perché non fanno parte delle loro abitudini e anche se
quando sono con voi capiscono il percorso, controllano i risultati e si rendono
conto del funzionamento del metodo, arrivati a casa basta un semplice giudizio (è
difficile) perché la mente vada semplicemente a controllare se è vero o falso
e se eseguendo l’esercizio in modo errato controllerà che è vero (è
difficile), smetterà di provarci.
Tutto è in perenne mutamento nella natura, il cambiamento
nell’uomo fa parte dell’evoluzione naturale, ma per molti la paura è stato
il solo motore delle scelte e la paura del cambiamento spaventa molte persone.
Il nostro compito è di riconoscere e sbloccare, trasformare la paura in alleato
per aiutare ad evolversi verso il meglio.
Cambiare l’ordine di importanza continuamente è il
peggior male dell’uomo, si esprimono una miriade di desideri che sono in contrasto tra di loro per poi lamentarsi che si
è vittima di qualcosa di esterno che impedisce di raggiungerli. Quando sono
cono noi è possibile che siano tutti pieni di buona volontà perché guarire è
al primo posto nell’ordine di importanza, ma una volta passati i dolori, la
maggioranza dei miei clienti, ma anche molti operatori di riabilitazione, si
dimenticano di essere responsabili della propria salute e cambiano nuovamente
l’ordine di importanza e spesso la salute torna ai posti più bassi per
inevitabilmente riprodurre danni al corpo e poi entrare in conflitto con se
stessi per queste scelte errate.
Prendere le decisioni in ordine di importanza
e solo dalle migliori condizioni con la consapevolezza che saranno
sicuramente il meglio per la persona e poi rimanere fedeli alle scelte fatte.
ATTENZIONE bisogna avvertire le persone che è un lavoro lungo dove serve
vigilanza continua, perché i vecchi schemi comportamentali e le abitudini
mentali possono essere sostituite con altre, ma solo dopo che sono state
imparate. Molti si illudono che sia possibile in qualsiasi momento cambiare, è
vero, ma prima bisogna cambiare il modo di pensare, di riuscire ad incanalare la
moltitudine di pensieri nella direzione voluta… quando ci proverete vi
renderete conto che sono veramente poche le persone in questo mondo capace di
indirizzare continuamente i pensieri dove vogliono.
Il nostro compito non è quello di minimizzare il lavoro da
fare, ma di far prendere consapevolezza che nessuno può farlo al posto nostro e
nessuno può sfuggire da questo compito per cui se si vuole essere responsabili
completamente di Sé, prima si inizia e prima si ottengono i risultati verso
questa che è l’evoluzione umana.
Il primo blocco è il giudizio ( è difficile, non
riesco, non sono capace). La mente della persona è incanalata a controllare
soltanto se è vero o falso e se realmente non riesce per lei sarà vero e poi
ripetendo ancora il giudizio si convincerà che per lei è impossibile imparare
da sola ad eseguire il controllo e gli esercizi di riequilibrio o come per ogni
altra cosa.
Attenzione il giudizio è una libera scelta e non è
segnalata dalle emozioni, l’unico modo di intervenire è riconoscere il
giudizio subito.
Il secondo blocco è l’illusione di subire, l’illusione
che sia una causa esterna alla persona a determinare il risultato: la
corsa mi stanca, sono le scale che mi rovinano, il lavoro mi stressa, questo
brutto tempo mi angoscia, quando fa così mi fa arrabbiare, questo non doveva
proprio succedere.
Prendiamo i primi tre: la corsa mi stanca, le scale mi
rovinano, il lavoro mi stressa. Con queste frasi la persona ci comunica che
subisce, ma da cosa? Dalla corsa, dalle scale, dal lavoro?
Questi elementi non possono procurare nessun danno semplicemente perché
è la persona che compie l’azione, nel
primo caso il verbo “correre” è diventato soggetto, nel secondo caso il
verbo “salire” le scale è stato soppresso, nel terzo caso sempre il verbo
“lavorare” è diventato soggetto e la persona rimane vittima di qualcosa che
fa lei stessa. In realtà ci viene comunicato soltanto che la persona non
conosce nessun altro modo di eseguire queste azioni.
Ora esaminiamo i secondi tre: questo brutto tempo mi
angoscia, quando fa così mi fa arrabbiare, questo non doveva proprio succedere:
la scelta di angosciarsi è nascosta, la persona crede di non eseguire questa
che è stata una libera scelta all’inizio e poi è diventata talmente
automatica da credere che sia il tempo a determinare il suo stato d’animo, se
questa persona fosse un agricoltore e ci fosse brutto tempo dopo un periodo di
siccità, sarebbe immensamente felice. Quando fa così mi fa arrabbiare…
questa è la situazione più delicata, è la causa di molti conflitti tra
esseri umani la persona crede che sia l’altro a determinare il proprio stato
d’animo, in realtà è sempre stata una libera
scelta quella di arrabbiarsi, talmente ripetuta da essere automatica stimoloà
risposta, ormai basta un timbro di voce in un certo modo, una smorfia per far
scattare la rabbia e siccome la reazione è automatica, ormai
è al di fuori della consapevolezza e la persona è nella profonda
illusione di subire. Questo non doveva proprio succedere… in quel momento per
la persona è molto importante perdere qualcosa che riteneva importante e non
accetta quello che succede e si arrabbia o si deprime, ma non si rende
minimamente conto che è ancora una libera scelta quella di accettare o non
accettare quello che succede, con due risultati completamente diversi. Non
accettando ciò che accade, per brutto che sia, riesce a modificarlo?
Voglio farvi un esempio estremo: se arriva un terremoto e
si riesce ad accettare questo evento naturale lo stato d’animo rimarrà più
tranquillo rispetto ad una persona in panico perché non accetta questo tremendo
avvenimento, ma tra le due persone chi ha più probabilità di salvarsi?
Spesso questa semplice verità che sia una libera scelta
accettare o non accettare quello che accade è poco riconosciuta, affrontatela
sempre cautamente con le persone, altrimenti si rischiano delle reazioni
indesiderate e molto comprensibili, abbiamo condizionamenti di pensiero di una
vita e assumersi la responsabilità completa delle proprie emozioni, anzi
trasformarle in alleate stravolge il modo di pensare di secoli e secoli di
umanità.
Il terzo blocco è il negativo: si riconosce dalla
parola NON. Non voglio… e non sono…
L’abbiamo già preso in considerazione e per capirlo
meglio chiedo a voi che leggete di fare subito questa piccola prova: portate
alla mente un episodio dove avete commesso un errore che non volete che si
ripeta… bene, ora desiderate ardentemente e con tutte le forze di non
volerlo…
cosa è successo?
Soprattutto voglio chiedervi come vi sentite?
Come cambia lo stato emotivo di fronte a questo intenso
desiderio?
Ora vi chiedo, prendendo tutto il tempo che vi serve, di
sostituire il comportamento indesiderato con ciò che vi sarebbe servito per
comportarvi diversamente, magari vi sarebbe servita la calma, oppure la
determinazione o forse la pazienza… bene, aggiungete tutto ciò che vi serve
per modificare il comportamento errato e provate mentalmente se questo progetto
appena fatto potrebbe funzionare…
siete soddisfatti?
Siete completamente soddisfatti?
Se non siete completamente soddisfatti sicuramente dovrete
modificare quel comportamento…
Un’altra cosa voglio chiedervi: io posso farlo per voi?
Qualunque fosse il vostro episodio da cambiare dovete
ascoltare i miei consigli o farvi guidare dalle vostre emozioni?
Anche perché io non vi ho dato nessun consiglio, ogni
essere umano lo ha sempre saputo, io vi ho solo rammentato che è così che si
procede se volete essere soddisfatti.
Se invece NON
lo volete…
Non sono… ma mentre si afferma questo si pensa cosa non
si vuole essere.
Riconoscere e sostituire il negativo è il primo passo per
l’evoluzione. Noi per essere una guida dobbiamo invitare a sostituire il non
voglio con cosa voglio e soprattutto far prendere consapevolezza dei risultati
del NON voglio. È qui la divisione dalle intenzioni dai risultati ottenuti che
bisogna operare come guida. Le intenzioni di non comportarsi più nel modo
errato sono buone, ora serve di scegliere come sostituire questo comportamento
con un altro che soddisfi a pieno la persona.
Il quarto blocco è l’illusione di essere solo una
parte di Sé: sono disperato, sono sfortunato, sono apprensivo, sono
sensibile, sono insicuro. Dichiarando questo, la persona afferma di essere in
uno stato immutabile, che è la causa del suo star male e in quel momento crede
vera questa affermazione, perché avverte tutte le emozioni ad essa
collegate.
Sono un lavoratore fallito, una moglie rovinata, un figlio
abbandonato. In questo caso l’affermazione è sempre di un essere immutabile e
si incolpa le vicende della vita per questa dichiarazione.
In questo caso
è proprio l’affermazione stessa supportata dalle emozioni che impedisce di
vedere una via d’uscita, se una persona si sente fallita come potrà prendere
le decisioni giuste per un altro lavoro. Se si sente rovinata dal divorzio come
potrà, in quello stato d’animo, avere altri
rapporti di coppia. Se ci si sente abbandonati non si faranno mai i
tentativi per diventare autonomi.
L’illusione è nel grande potere di queste dichiarazioni
che nascondono la libera scelta, siamo noi che dichiariamo chi essere e bisogna
stare molto attenti alle dichiarazioni che si affermano.
La realtà è: qualsiasi cosa succede non cambia chi
siamo realmente e le emozioni sono soltanto un avviso… ci avvisano che
manca qualcosa per ottenere i nostri desideri.
Io sono un
essere umano che sta imparando dai suoi errori sul lavoro, sul rapporto di
coppia, sulla famiglia e sono io
che decido e determino le scelte per un novo lavoro un rapporto di coppia e
l’autonomia del mio essere. Un lavoro, un rapporto di coppia, un rapporto tra
se e se si costruisce e si perfeziona giorno per giorno e solo noi ne siamo i
responsabili… questa è la semplice realtà, tutto il resto sono scuse per
evitare di assumersi le proprie responsabilità e demandarle ad altri e questo
comportamento è radicato dalla nascita da non averne più la consapevolezza per
poi rimanere vittime delle proprie debolezze.
3-
la capacità di avere uno schema mentale da seguire
Ho spesso ripetuto che l’operatore si assume delle
responsabilità che non sono le sue.
Quando avviene questo?
Tutte le volte che si dà un consiglio, si dice ad un altro
essere umano ciò che deve fare, la responsabilità passa immediatamente dalla
persona all’operatore e la persona si deresponsabilizza ancora di più. Voglio
prendere un esempio molto particolare, che spesso passa inosservato.
Quando di fronte ad una persona che ci comunica: “è difficile fare questo”
noi con tutte le buone intenzioni gli diciamo: “provaci”… lei ci
prova se ci riesce bene, se non ci riesce ci risponde (oppure pensa) “vedi che
è difficile!” e ci si ritrova a sostenere due ipotesi contrastanti, uno che
sostiene che sia facile, l’altro che sostiene che sia difficile. Ci si ritrova
in pratica in un confronto su chi ha ragione e chi torto e chi ha torto perde il
confronto e allora porta tutte le argomentazioni per sostenerlo.
In realtà cosa è successo?
Si vuole soltanto controllare se è vero o falso il
giudizio di “difficile”.
Bene… ora quando ci comunicano il giudizio che “è
difficile” bisogna incanalare questa scelta in quella vera, sottolineare che
è una libera scelta “giudicare”
e l’unico modo è far prendere alla persona la consapevolezza di
questo, ma senza tutti questi discorsi che sto facendo a voi si risponde
soltanto: “chi ha deciso che è difficile?” inevitabilmente la persona si
rende conto che è una libera scelta, poi bisogna incanalarla verso le sue
responsabilità : “ cosa ti serve per ottenere… la vera scelta?”
nel caso non si abbia una risposta
positiva elenchiamo una serie di qualità tra
le quali scegliere: “ forse ti serve la costanza la pazienza, la precisione,
etc. ” e poi di dividere in parte
più piccole: “ vuoi provare a concentrarti solo su questo?”
La persona deve avere sempre la sua scelta, deve trovare da
sola le soluzioni, nessuno può sapere cosa le manca e ciò che serve al meglio
per lei… lo può sapere solo lei, noi dobbiamo invitarla soltanto a sondare
quali sono queste scelte.
Voglio rassicurarvi, all’inizio può sembrare lungo da
imparare, per questo semplifico il tutto in uno schema mentale da seguire, basta
ricordarsi che ci si può concentrare solo su pochi elementi alla volta e che le
emozioni sono le nostre alleate e tutto sarà riportato a quello schema sotto
forma di domanda.
Lo schema è :
incanalare la
persona a PARTIRE DA COSA SA
FARE à
incanalare la persona a DECIDERE
COSA VUOLE [messo in ordine di
importanza] à
incanalare la persona a CERCARE COSA
SERVE PER OTTENERLO poi assicurarsi ogni volta che lo schema sia
confermato dalle emozioni.
Vi invito a rileggere l’esempio fatto precedentemente per
scoprire che con le domande si riesce a riportare sempre alla decisione di cosa
vuole e cosa serve per ottenerlo e se è troppo grande ciò che serve si usa lo
schema visto precedentemente per la creazione degli schemi comportamentali
automatici (dividere in parti piccole, progetto mentale, ripetizione, controllo
delle emozioni, riunire, correggere) in pratica partire da ciò che sa fare e
imparare soltanto ciò che si riesce a tenere sotto controllo con la
concentrazione.
In questo modo la guida invita soltanto a scegliere, ma
cosa scegliere lo decide la persona ed è la persona che sta cercando le
soluzioni migliori e la persona attraverso le sue emozioni è avvertita se è
giusta o sbagliata per lei. La guida non può sentire le emozioni della persona,
ma vede i messaggi del corpo, le espressioni del viso, sente il tono della voce
e se si accorge attraverso la comunicazione del Sé superiore che c’è un
dubbio la invita a ricontrollare, sempre con le domande: “sei sicuro che sia
la scelta migliore?”, “sei completamente soddisfatto di questa scelta?”
Nel libro “ la scelta di guarire” è sempre usato
questo schema e può essere fonte di molte esempi da prendere come spunto nei
vostri incontri.
ATTENZIONE non sono le parole dette che funzionano, ma il
modo di dirle, basta che nella domanda ci sia un tono di rimprovero per ottenere
risultati opposti. Io ho scoperto che basta semplicemente essere nelle migliori
condizioni avere in mente questo schema e poi tutto ciò che serve da dire, mi
viene spontaneamente da solo, mi viene la domanda specifica per indebolire la
convinzione, mi viene l’esempio adatto alla circostanza. Praticamente se le
intenzioni sono soltanto quelle di aiutare un altro essere umano in difficoltà
senza l’ego delle apparenze di fare bella figura, si riesce ad ottenere dei
grandi risultati, il risultato principale è quello di avere contribuito
realmente all’evoluzione dell’essere umano e senza che nessuno si accorga di
ciò che state facendo, sembra semplicemente una normale conversazione. La
ricompensa è molto più grande, avere questa consapevolezza aumenta di molto
l’unione con il Sé e ognuno di voi scoprirà da solo le grandi meraviglie
delle sue possibilità.
4-
la capacità di distinguere la convinzione dalla realtà
qual è la realtà?
Quella che va nella direzione dell’evoluzione naturale.
Quando si arriva ad essere in contatto con il Sé superiore
tutti gli esseri umani trovano le stesse conclusioni e questa è la verità
condivisa e riconosciuta da tutti.
Il grande ostacolo ad ascoltare il Sé superiore, è il sé
inferiore, che nasconde la verità con l’illusione: l’ego.
L’evoluzione umana è quella di riconoscere e i messaggi
dell’ego e di imparare a distinguerli da quelli del Sé superiore.
Voglio fare una comparazione di come si distingue un
messaggio dell’ego da un messaggio del sé superiore.
L’ego è supportato dagli istinti animali
dell’accoppiamento, del piacere del cibo e dalla competizione per ottenere
questi elementi.
Il Sé superiore è supportato dai sentimenti e gli istinti
si evolvono in: sesso con
amore, cibo per il benessere, la competizione si trasforma in confronto per una
crescita comune.
Il potere dell’ego è di creare l’illusione di apparire
superiore, di apparire unico e diverso da tutti e la critica è la sua arma
migliore nel tentativo di abbassare gli altri per emergere.
Il Sé superiore ci porta soltanto ad essere realmente
invece di apparire. La critica degli altri si evolve in comprensione per coloro
che si devono ancora evolvere.
Di fronte agli errori l’ego cerca sempre la colpa, perché
il conflitto è la sua natura.
Il Sé superiore di fronte agli errori ci indirizza
soltanto a cercare le soluzioni. Per il Sé superiore la colpa è la più grande
delle illusioni, la causa principale del conflitto.
L’ego sposta
sempre i pensieri al passato a recriminare e al futuro ad ipotizzare a creare
vari modi possibili di vivere e si dimentica di averli creati solo con la
fantasia.
Il Sé
superiore ci invita a vivere la vita solo al presente, di gustare a pieno la
soddisfazione di vedere i progetti in via di realizzazione, di modificarli e
perfezionali sempre di più.
La grande illusione dell’ego giustifica il malessere del
conflitto del presente, perché procurerà un benessere futuro.
Il Sé superiore ci invita a risolvere i conflitti con la
verità, riconoscendo l’illusione delle convinzioni e solo con il potere delle
nostre condizioni migliori supportati dalla pace e dalla sicurezza.
L’ego cerca il possesso personale e l’invidia è il suo
motore.
Il Sé superiore porta alla condivisione dei beni materiale
e favorisce la ricerca della qualità della vita e il benessere per tutti.
Le scelte dell’ego sono sempre per un guadagno personale
a scapito degli altri esseri umani.
Le scelte del Sé superiore sono sempre intelligenti dove
il guadagno e per sé e per la collettività.
L’ego ci trattiene da ogni forma di cambiamento, le
abitudini sono la sua forza.
Il messaggio del Sé superiore è di una evoluzione continua verso la determinazione
completa della salute, della felicità e di ciò che accade.
5-
la capacità di riconoscere i desideri impossibili e improbabili
Ogni volta che si esprime un desiderio si crea un legame.
La felicità è strettamente legata alla soddisfazione dei
desideri espressi.
L’infelicità dell’uomo è proprio dovuta ai desideri.
Molti di questi desideri sono impossibili o improbabili da
realizzare e sono causa di conflitto e infelicità.
Un caso di impossibilità della realizzazione ed è il
cambio frequente dell’ordine di importanza e lo abbiamo già affrontato.
Voglio soffermarmi su un tipo di desideri impossibili che
sono espressi dall’essere umano in via di evoluzione senza avere la minima
consapevolezza della sua impossibilità.
Sono I DESIDERI DI COME SI DOVREBBERO COMPORTARE GLI ALTRI.
Questo tipo di desideri è legato ad un desiderio primario
dell’ego IL POTERE SUGLI ALTRI UOMINI.
Questo tipo di desiderio è talmente impossibile che
neanche Dio potrebbe realizzarlo, perché un uomo non può esprimere un
desiderio al posto di un altro uomo (io desidero che gli altri desiderino quello
che voglio io) e l’altro desidera esattamente l’opposto, questi due desideri
si annullano a vicenda e Dio non può accontentarne uno per scontentare un
altro.
In famiglia iniziano questo tipo di desideri e con tutte le
buone intenzioni i genitori esprimono i desideri di ciò che dovrebbero
desiderare i figli e quando i figli desiderano
una cosa diversa dal desiderio dei genitori iniziano i conflitti.
È veramente raro trovare una famiglia dove i genitori desiderano
soltanto informare i propri figli dei pericoli che potrebbero correre, lasciando
che esprimano i loro desideri liberamente. Ho portato questo esempio per dirvi
che è dalla nascita che siamo abituati a
vedere espressi questo tipo di desideri senza la minima consapevolezza del
grande legame, perché l’intenzione del genitore è lodevole, ma spende
moltissime energie per risultati contrastanti che causano conflitto ed infelicità
per entrambi.
La guida deve riconoscere questo tipo di desiderio e
trasformarlo: al posto di desiderare come dovrebbero comportarsi gli altri come
dovrebbe comportarsi la persona per ottenere lo stesso risultato.
Lo stesso deve
avvenire per la guida, invece di desiderare di essere compreso bisogna
desiderare di migliorare la comunicazione: la disponibilità nell’ascoltare,
la dolcezza nel parlare, la gentilezza dei gesti, la serenità dello sguardo.
Come credete che cambi la comunicazione?
Se si desidera di essere capiti mantenendo lo stesso tipo
di comunicazione, questo desiderio è impossibile da realizzare, perché dipende
soltanto dalle capacità dell’altra persona.
I desideri improbabili: in qualsiasi gioco se si
desidera vincere molto
probabilmente, quando i risultati parziali sono sfavorevoli, si giocherà con la
paura di perdere. Se si cambia questo desiderio vincere con giocare al
meglio delle mie possibilità io lo posso sempre soddisfare qualsiasi
risultato ottenga, compreso quello di perdere la partita. Voglio invitarvi a
riflettere.- per vincere serve di giocare al meglio delle proprie possibilità?
Ma il primo desiderio vincere era irrealizzabile da
me, giocare al meglio delle mie
possibilità è sempre realizzabile e aumenta le probabilità di vincere. È
in questo modo che bisogna incanalare i desideri dei nostri simili. C’è
sempre un desiderio personale che può sostituire l’altro desiderio.
Quando insegnavo, i miei alunni chiedevano spesso il mio intervento nelle loro dispute:
“professore mi prende in giro” quando intervenivo, utilizzavo molte energie
che producevano scarsi risultati, in realtà, non facevo altro che aumentare il
loro conflitto e vi assicuro ci mettevo tutte le mie buone intenzioni. Quando mi
sono reso conto dell’impossibilità del desiderio espresso da chi mi chiede
“professore mi prende in giro” ho cambiato modo di agire e ho modificato la
mia comunicazione rispondendo in tono scherzoso, “ma tu ti senti preso in
giro?” e se chiedeva ulteriori
spiegazioni “tu credi alle parole che ti dice il compagno?” e se ancora non
riusciva a capire e sosteneva “ma lui mi ha detto stupido” gli spiegavo a
lui e a tutta la classe a riconoscere una persona quando è nelle migliori
condizioni e distinguerla da una persona nelle sue peggiori condizioni e che
star male significa soltanto credere vere le parole di un compagno che è nelle
sue peggiori condizioni. Poi delle nostre responsabilità, del risultato che si
ottiene se si desidera aver ragione in quel momento e del desiderio che sia il
compagno a cambiare e di quanto potere si perde, per darlo proprio a chi non si
vorrebbe - Il potere di farci star male solo con le parole e quando in seguito
facevano la pace sottolineavo le sensazioni piacevoli che si provano e che
nessuno vuole, volontariamente, farsi del male.
Voglio informarvi che anche se per anni e anni questo
messaggio è stato il fulcro del mio insegnamento, continuavano a venire da me
dicendomi ancora “professore mi prende in giro” ed io ho imparato quanto
sono forti le abitudini, le illusioni delle convinzioni, per questo vi avverto
ancora di non crearvi nessuna aspettativa sui risultati che non dipendono da
noi.
Voglio ripetere ancora: la grande soddisfazione è
sfruttare l’occasione che ci viene offerta per togliere l’illusione del
nostro ego e scoprire le meraviglie nascoste del Sé superiore.
Noi siamo la fonte di tutte le emozioni e niente e nessuno può modificarle a
condizione che consegniamo questo potere a qualcuno o a qualcosa.- - Questa è
la sola verità, talmente ovvia da meravigliarsi come è stato possibile essere
stata nascosta per così tanto tempo dalle illusioni.
Vi propongo un esercizio che per me è
stato la base per distruggere l’illusione dell’ego:
è necessario esercitarsi con un familiare.
Osservatevi senza giudicare né
colpevolizzare a cosa reagite quando il familiare vi fa arrabbiare.
Forse è possibile che sia il tono di voce
piagnucoloso, oppure di rimprovero o una serie di gesti di stizza. Bene
qualunque cosa sia, vi servirà per prepararsi ad affrontarla,
invece di far scattare il comportamento automatico, sarà il segnale per
il nuovo comportamento da adottare.
Bene..
Ora mettetevi nelle migliori condizioni, in
pace e rilassati (se volete rinfrescare la memoria, alla fine del libro “la
scelta di guarire” è descritto dettagliatamente come raggiungere il punto di
forza). Riportate alla mente il comportamento che credete vi faccia star male e
iniziate a sondare come vorreste comportarvi io vi elenco un paio di
suggerimenti, ma sarete voi a decidere cosa.
È possibile, appena si avverte il segnale, concentrarsi
sull’immagine di se e migliorarla sempre più evitando di rispondere qualsiasi
cosa e più il segnale si intensifica più migliora la vostra immagine in modo
da renderla splendida folgorante, meravigliosa.
Il secondo modo: appena avvertite il segnale
create con la mente una cupola trasparente di protezione che vi isoli
(questo serve a rendere realmente possibile distogliere l’attenzione sul
potere delle parole che possano in qualche modo essere trasformate in concetti e
contribuire al malessere) poi inviate tanto amore alla persona e più aumenta
l’intensità del segnale più aumenta l’invio dell’amore.
Qualunque comportamento decidiate di scegliere controllate
che vi soddisfi pienamente che sia confermato dalla pace e dalla sicurezza.
Bene ora è giunto il momento di metterlo in pratica, ma
prima voglio farvi alcune domande:
se riuscite a realizzare questo progetto di comportamento
quanto credete sia alto il balzo evolutivo?
Quanto contribuirebbe a realizzare il controllo emozionale?
Quanto contribuirebbe alla vostra famiglia?
Se riuscite a realizzare questo progetto, distruggerà la
convinzione che si possa essere feriti con le parole?
Se riuscirete ad acquisire questa capacità di
comportamento con i familiari quanto potete contribuire all’evoluzione del
genere umano?
- Bene… è probabile che in fase di attuazione pratica si
possano fare degli errori, cadere nuovamente nel vecchio schema comportamentale,
ma fortunatamente ci stiamo esercitando con i familiari e avremo tutte le
occasioni per correggere.
Cosa serve?
Scoprire se
c’erano altri segnali che stimolavano la risposta automatica, oppure
se si era perso il punto di forza, oppure di creare un buon ancoraggio
associando un gesto preciso insieme al punto di forza… insomma bisogna
rialzarsi e imparare, non da quello
che può sembrare un fallimento, ma
dall’esperienza, che ci permette di progettare il nostro essere come vogliamo
che sia.
Buon lavoro.
6-
la capacità di incanalare le scelte su livelli reali di raggiungibilità
Usate questo manuale solo per prendere esempio di come si
incanalano le persone, se sarete nel vostro punto di forza vi verranno da sole
le parole e i modi per dirle, basta tenere bene in mente lo schema : PARTIRE DA
COSA SA FARE à
incanalare la persona a DECIDERE
COSA VUOLE in ordine di
importanza à
CERCARE COSA SERVE PER OTTENERLO e assicurarsi che sia confermato dalle emozioni.
Vi farò degli esempi di guida rispetto al giudizio, alla
colpa, all’illusione di subire, ai desideri impossibili e quando incanalarle
verso il punto di forza.
Tutte queste frasi le avrete sempre sentite nel libro “la
scelta di guarire” e in questo manuale, li metterò in sequenza in modo da
essere facilmente reperibili e con brevi spiegazioni.
Il giudizio:
è difficile fare …
chi ha deciso che è difficile? e subito dopo la
risposta cosa ti serve per ottenere…?
non riesco a fare …
cosa ti impedisce di fare…? e subito dopo la
risposta cosa ti serve per ottenere…?
Giudizio generalizzato: è bello, è brutto, è spregevole, è stupido, è…
Quando una persona esprime un giudizio generalizzato
pretende che tutti siano d’accordo con questo suo giudizio e lo spaccia per
una verità, basta soltanto far notare che è un’opinione personale.
Se ho capito bene (questo) per te è brutto,
spregevole, stupido etc.
Questa risposta ferve soltanto per mettere in risalto che
si tratta di un’opinione personale, senza colpevolizzare.
L’illusione di subire:
la corsa mi stanca, le scale mi
rovinano, il lavoro mi stressa
in che modo lavorando ti stressi?
Notate che non è stato fatto altro che riportare la
persona a soggetto che compie l’azione, senza discussione su chi ha ragione o
torto. Il secondo passo consiste nel chiedere in quali altri modi si può
svolgere lo stesso lavoro.
Molto spesso il lavoro è al primo posto nell’ordine di
importanza delle scelte e molte persone credono di fare una cosa giusta di
lavorare anche se avvertono i dolori.
A questo punto
in molti mi dicono:- lei dice bene ha mettere la salute al primo posto, ma se
non porto a casa i soldi, come vado avanti con la mia famiglia?
L’intenzione della persona è ottima e va sottolineata,
poi vanno avvertiti di come si producono le patologie più gravi e del rischio
che si corre quando il dolore avvisa delle lesioni in atto, lasciando sempre la
libertà di decidere.
Io faccio sempre la domanda sul ruolo del dolore e
attraverso una serie di domande arrivo alla stessa risposta : il dolore è un
avviso e se si ascoltano i dolori quando sono piccoli si evitano quelli grandi.
Voi incanalate come volete il discorso, ma il risultato da
ottenere deve essere sempre lo stesso: il ruolo positivo del dolore.
Molte tensioni muscolari sono proprio dovute alla non
accettazione del dolore.
-questo brutto tempo mi angoscia, quando fa così mi fa
arrabbiare, questo non doveva proprio succedere.
Ti angosci sempre quando piove?
Ti arrabbi sempre quando fa così?
Ai fatto tutto per evitarlo?
La domanda posta in questo modo sottolinea il fatto che è
la persona che sceglie di angosciarsi o arrabbiarsi, e mette in moto una ricerca
di un qualsiasi altro episodio di quando pioveva e forse era felice in
un’altra situazione, il terzo esempio porta invece la persona ha imparare
dagli errori, e se aveva realmente fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità
aumenterà la pace con se stessa, se invece si altera ancora domandare:
decidere di non accettare modifica quello che è
accaduto?
Il negativo:
lo abbiamo già visto precedentemente che basta domandare cosa
vuole al posto di cosa non vuole.
Ciò che bisogna sottolineare è l’ordine di importanza,
naturalmente con una domanda:
quanto è importante raggiungere questo?
Vi siete accorti che sono le stesse domande che vi ho posto
precedentemente per aumentare l’importanza de raggiungere il controllo
emozionale.
In pratica per ogni essere umano l’ordine di importanza
delle scelte è
1° LA SALUTE
psico-fisica
2° L’INTELLIGENZA di cercare scelte dove ci si guadagna
noi e gli altri.
Ogni volta che notate che questo ordine viene invertito,
basta far notare quanto ci si rimette:
scegliendo questo comportamento ci sta guadagnando o
rimettendo?
Si rende conto di quanto ci sta rimettendo scegliendo
questo comportamento?
Voglio ribadire l’ordine che si deve rispettare per
guidare
-
Primo si deve creare un rapporto di fiducia
-
Secondo si devono indebolire tutte le convinzioni limitanti con le
domande.
-
Terzo si devono incanalare le scelte in ordine di importanza
-
Quarto portarlo a scegliere di arrivare al punto di forza
Fino ad ora abbiamo visto come si indeboliscono le
convinzioni limitanti.
ATTENZIONE ogni nuova
consapevolezza deve integrarsi con il sistema di convinzione della persona,
altrimenti non viene accettata, dovrebbe ammettere di conseguenza di aver
sbagliato per una vita ed è la prima cosa da evitare. Ripeto ancora di
sottolineare sempre le sue buone
intenzioni, rispettate le sue convinzioni anche se sono errate e se è lì con
voi, sicuramente vuole guarire, quello che serve è fargli prendere
consapevolezza di quali sono le leggi che bisogna rispettare.
I desideri impossibili e improbabili:
ci sono due tipi di desideri impossibili, il primo è voler
fare qualcosa che ancora non si è imparata,
il secondo è desiderare qualcosa che dipende dagli altri.
Il primo tipo di desideri non tiene conto di come funziona
la concentrazione e si crede possibile riuscire a concentrarsi
contemporaneamente su diversi elementi alla volta.
Voglio farvi un esempio che serve a noi per capire la
percezione: bene… vi invito a concentrarvi sulle informazioni che riuscite a d
ottenere della vostra spalla sinistra, di quali muscoli sono in tensione, sulla
temperatura, sul livello di rilassamento, di quali sono le parti a contatto con
i vestiti… bene…
Prima di ora sapevate tutte queste informazioni?
Mentre prendevate le informazioni sulla spalla sinistra,
quanta consapevolezza avevate delle altre parti del corpo?
Quanto credete si possa sviluppare l’ascolto della
percezione?
Questo tipo di desideri sarà molto frequente da rimettere
nella giusta direzione, perché molte persone quando iniziano ad eseguire gli
esercizi non si rendono conto che basta pensare a qualcosa per perdere le
informazioni su ciò che stanno facendo e questo porta a commettere degli
errori, soprattutto quando non sono più con voi.
Come si incanalano questo tipo di desideri?
Soltanto con la conoscenza. Fin dal primo incontro
insegnate a riconoscere gli automatismi dai movimenti che devono essere
impararti e cosa serve per impararli. Molti fallimenti sono dovuti
all’ignoranza di questa legge.
Chiedete: sai su quante cose ci si può concentrare
contemporaneamente?
Se sono troppe le cose che stai per fare come si può
procedere?
Come facciamo a sapere se un gesto è automatico?
Cosa serve per automatizzare un gesto?
Sarebbe bene portare la persona alla conclusione di come si
costruiscono gli schemi motori automatici visti in precedenza, ma se c’è poco
tempo a disposizione e avete instaurato un buon rapporto di fiducia, è
possibile spiegare in modo semplice questa legge.
Ogni volta controllate se ciò che sta facendo è segnalato
dalle emozioni, basta la domanda:
sei sicuro di ciò che stai facendo?
Se notate un dubbio dalla sua espressione, va
immediatamente segnalato:
vedo dalla tua espressione che hai qualche dubbio. E
poi: cosa ti serve per impararlo?
Ogni essere umano è segnalato dalle emozioni di sicurezza
se padroneggia ciò che sta per fare, ma ogni emozione viene segnalata con le
posizioni e le espressioni del corpo, molto
spesso e anche se si è
instaurato un buon rapporto di fiducia, la persona ha paura di essere giudicata
negativamente se non riesce ad eseguire qualcosa, PRENDETE IN SERIA
CONSIDERAZIONE QUESTO, è umano, sono pochissime le persone in questo mondo
libere dalla paura del giudizio.
Ora voglio che considerate il risultato che si ottiene
dicendo:- vedo dalla tua espressione che hai qualche dubbio con un tono
di leggero rimprovero perché vi siete accorti che vi ha mentito, oppure dire la
stessa cosa con un tono di comprensione amorevole, cosciente di quanto sono
forti i condizionamenti nell’essere umano.
Anche per noi vale la regola che non conta ciò che si
dice, ma il modo con cui si dice. Vi sarete resi conto che i risultati sono
molto diversi.
Ciò che serve per essere una guida è togliersi ogni ombra
di giudizio e controllare soltanto ciò che si vede e si sente realmente e poi
usarlo per riportare a fare la scelta giusta.
Il secondo tipo di desideri
improbabili sono quelli la cui realizzazione dipende dagli altri.
Prendiamo proprio la paura di essere giudicati
negativamente, che nasce dal desiderio di fare bella figura. In realtà il
desiderio di fare bella figura non può essere realizzato completamente da noi,
ma prevede l’approvazione degli altri e se ci riflettete
tutti possono essere criticati, e spesso si inventano anche delle
motivazioni per cui qualcuno fa qualcosa:- ha! Fa questo perché… (e si può
inventare di tutto)
Nessuno può sapere il motivo per cui un essere umano fa
qualcosa, in realtà si dice soltanto ciò che si farebbe al suo posto, e non
solo, ogni essere umano quando cambia stato d’animo fa delle cose diverse.
In realtà una critica è soltanto un’opinione personale,
non è la verità.
Accettare che gli altri esprimano le proprie opinioni con
la coscienza che chi giudica non è nelle migliori condizioni: l’essere
evoluto vicino al Sé superiore conosce la verità e sa che l’illusione della
convinzione è determinata dal giudizio, per cui si tiene alla larga
dall’esprimere i giudizi.
Arrivare ad avere questa consapevolezza è un passo enorme
nell’evoluzione umana, da fare con cautela, ma noi dobbiamo indirizzare le
persone verso questo.
Come visto precedentemente con il desiderio di vincere,
basta sostituire il desiderio con giocare al meglio delle proprie possibilità,
qui è la stessa cosa, bisogna sostituire il desiderio di fare bella figura con
il desiderio di esprimersi al meglio e al posto di ipotizzare di cosa ne possano
pensare gli altri sentire se si è
completamente soddisfatti della scelta effettuata.
In pratica, basta eliminare il desiderio di fare bella
figura perché sparisca di conseguenza la paura di fare brutta figura.
Il desiderio di come si dovrebbero comportare gli altri è
alla base di molti malesseri e di tutti i conflitti umani.
Tutti questi desideri sono causa di frustrazione, perché
non possono essere esauditi completamente da noi, e provocano un dispendio
enorme di energie.
Quasi tutti gli esseri umani sono impegnati a spendere
energie perché altre persone si comportino in maniera diversa.
Questo tipo di desiderio va eliminato ed eliminando questi
desideri spariscono tutti gli effetti negativi ad esso collegati.
Vi sarete resi conto della difficoltà a realizzare questo,
ma è l’unica strada possibile, l’altra porta soltanto al conflitto.
Arrivare a far capire questo ad un altro essere umano è già
un risultato enorme dal punto di vista evolutivo, perché di colpo squarcerebbe
le tenebre della forza dell’illusione di subire.
Come procedere per incanalare questo tipo di desideri:
-
prima sottolineare che l’emozione negativa è solo una scelta
-
dopo quale comportamento vorrebbe attuare per ottenere lo stesso
risultato
-
infine quali qualità individuali dovrebbe sviluppare
facciamo degli esempi pratici:
-
sono disperato, mio figlio non vuole studiare è sempre in
giro…
-
disperandosi migliora la
situazione?
-
No!! Ma se non studia verrà bocciato e poi…
-
Se ho capito bene, lei vuole che suo figlio venga promosso?
-
Si!
-
Perché suo figlio venga promosso cosa dovrebbe succedere?
-
Dovrebbe studiare invece di andare in giro… si è vero che
sono io che dovrei obbligarlo a rimanere a studiare, ma so che non mi
ascolterebbe.
-
Ha mai pensato quando è il momento migliore per parlargli di
questo?
-
È vero, potrei aspettare a parlargli quando vedo che è nelle
condizioni di ascoltarmi, però… ho paura che succederebbe come al solito e
poi ci arrabbiamo di nuovo…
-
Sento dalle sue parole che la sua intenzione è di instaurare un
colloquio tranquillo, si ricorda quando suo figlio inizia ad arrabbiarsi?
-
Io inizio a rimproverarlo, lui prima fa dei gesti di stizza io alzo
ancora la voce e poi….
-
Cosa le serve per instaurare un dialogo senza conflitto?
-
Beh! Oltre che aspettare quando è nelle condizioni di ascoltare,
dovrei parlargli con tono fermo, ma amorevole… ma ho ancora paura di non
riuscire a farlo.
-
La sua paura le sta segnalando che ancora non è in grado di affrontare
questo colloquio che ritiene molto importante, in quali momenti
potrebbe esercitarsi prima di affrontarlo?
-
Sì… potrei… sì, so che posso esercitarmi prima di affrontare il
grande passo, sento che posso riuscirci.
-
È soddisfatto di queste soluzioni?
-
Sì, so che devo esercitarmi, ma sono soddisfatto.
Questo colloquio è solo un esempio, non bisogna mai avere
un risultato preciso da conseguire, noi non sappiamo qual’è la soluzione
migliore, dobbiamo semplicemente riportare la persona a cercarla e controllare
se è soddisfatto.
Mi ricordo un colloquio di una madre che era nella stessa
situazione descritta precedentemente, ma arrivò a trovare che per suo figlio
era meglio che venisse bocciato un anno invece di cercare di andare vanti in
modo stentato, ma soprattutto che il rapporto tra lei e suo figlio era molto più
importante di un risultato scolastico.
Questo per dire di evitare di farsi delle aspettative sui
risultati che si possono
raggiungere, sarà al momento che si troverà la soluzione migliore.
Riuscite a prendere in considerazione di quanto lo stress
di un genitore si riflette sul corpo e il suo e il vostro lavoro di operatori di
rieducazione è condizionato da questo tipo di pensieri, di come i suoi muscoli
lavorino in uno stato di tensione e di come la guarigione è molto più rapida
quando è tolto questo conflitto?
Facciamo ora un altro esempio di illusione di subire
derivato dal desiderio “improbabile” di come si dovrebbero comportare gli
altri:
-
mio marito è insopportabile non gli va mai bene niente, non ne
posso proprio più…
-
è tanto tempo che non sopporta più suo marito?
-
Beh! … no… sì…credo… da
quando ha cambiato lavoro.
-
Prima funzionava bene?
-
Sì, insomma molto meglio, ora quando torna a casa vuole parlare
sempre del lavoro, io vorrei che la smettesse, che apprezzasse ciò che faccio
per lui.
-
Dalle sue parole capisco che è molto interessata ad un buon rapporto con
suo marito.
-
Sì, ma lui…
-
Quando lei si preoccupa e sta male è in grado di apprezzare ciò che
fanno gli altri?
-
Beh! No, quando si sta male si ha bisogno…insomma, si vorrebbe stare
di nuovo bene.
-
È possibile capire
quando una persona sta male moralmente?
-
Sì, si vede dalla faccia, dalle espressioni, anche dal modo di
camminare.
-
Quanta soddisfazione le darebbe se lei riuscisse a contribuire a far star
bene suo marito?
-
Oh! Tanta, ma non so se sarò in grado.
-
Cosa le serve?
-
Mi servirebbe di
osservarlo, la pazienza di ascoltarlo, mi servirebbe…. Ma… credo proprio che
basti l’amore, di amarlo così com’è.
Ho espresso una sintesi di ciò che serve, nella realtà ci
vuole di aver instaurato un buon rapporto di fiducia per arrivare a trovare la
soluzione soddisfacente in così poco tempo, se il rapporto di fiducia è
scarso, di solito “si gira in tondo” nel senso che la persona vuole
mantenere la propria posizione. Quando si scopre questo “girare in tondo” la
migliore soluzione è smettere e ripristinare il rapporto di fiducia.
Vi descriverò ora di come gli esseri umani provocano
maggiormente le tensioni muscolari: la non accettazione.
Questa non accettazione è basata sempre sull’espressione
di desideri improbabili e provoca conflitto per ciò che è accaduto e ansia per
quello che accadrà.
Questo è per noi un buon punto di partenza per indirizzare
le persone a raggiungere le
migliori condizioni per fare le scelte.
La non accettazione del passato è espressa
di solito con queste frasi:
non avrei dovuto fare…
e non avrebbe dovuto fare…
-
sono proprio uno stupido, non avrei dovuto
lavorare in quel modo e ora mi ritrovo con questa ernia del disco che
mi ha rovinato la vita.
-
Ah! Sono sobbarcato di lavoro e sto pagando le conseguenze rimettendoci
la salute, mio fratello non avrebbe dovuto lasciarmi in queste
condizioni.
In pratica le espressioni possono essere di vario tipo ma
esprimono sempre un conflitto con se stessi o con gli altri per le scelte errate
effettuate.
Si possono effettuare tutti i tipi di terapia e tutte le
tecniche di rilassamento, ma produrrebbero soltanto risultati di breve durata.
Per produrre una guarigione
completa serve che sia rimossa la causa delle tensioni, serve che la persona sia
in pace ed è verso quella direzione che bisogna incanalarla, altrimenti è solo
illusione sorretta da una moltitudine di teorie per convincersi che possa
funzionare diversamente.
Questa semplice verità è riconosciuta da ogni essere
umano e senza “girare in tondo” bisogna esprimerla subito. Se sono con voi
hanno scelto di guarire e allora bisogna metterli di fronte alla verità: se
vuole guarire deve togliere le tensioni che provocano squilibri e impediscono la
guarigione.
Prima bisogna
incanalare la persona a far la pace con se stessa e solo quando è in pace con
se stessa incanalarla ad essere in pace con gli altri. È molto lungo il lavoro
di accettare i torti subiti, è l’illusione più forte creata dalle
convinzioni e sembra una realtà evidente. Solo quando si è fatto un buon passo
evolutivo si può riconoscere l’illusione e scoprire un’altra realtà,
prima di questo passo, accettare un torto subito può sembrare il massimo
della remissione, per questo bisogna affrontarlo gradatamente e solo quando la
persona è in pace almeno con se stessa.
Quando si parla degli errori del passato è meglio far
riferimento a regole generali
Vediamo queste regole
generali:
-
tenuto conto delle condizioni del momento e l’importanza che
si dava, sicuramente la scelta fatta sembrava la migliore.
-
Cosa ci si può imparare da quella esperienza.
-
Se si fosse stati nelle migliori condizioni quale decisione
sarebbe stata presa.
-
Cosa serve per essere nelle migliori condizioni.
-
Quali emozioni ci segnalano che siamo nelle migliori
condizioni.
Questa è la strada da percorrere si può fare sotto forma
di domanda oppure facendo riferimento a situazioni personali e controllare la
reazione della persona:- io ad esempio quando facevo un errore ero convinto
che standoci male non l’avrei più fatto e questa convinzione me la sono
portata dietro per moltissimi anni, poi ho scoperto che si poteva
trovare altre soluzioni, ho cercato di imparaci e quello che ho imparato
è che per prendere le decisioni bisogna essere nelle migliori condizioni e il
primo passo per essere nelle migliori condizioni è proprio accettare gli errori
passati.
questo è ciò che racconto spesso, perché in sintesi e
realmente la mia storia personale ed è la storia di ogni essere umano che pieno
di buona volontà vuole crescere invece di lamentarsi per le sventure subite.
Quando racconto questo, se ho prima instaurato un buon rapporto di fiducia,
ottengo subito consensi positivi, se invece noto qualche dubbio, continuo sotto
forma di domanda.
In pratica gli errori si commettono perché si ignorano i
risultati che si producono con quella decisione, ma è sempre un’esperienza
fonte di molte informazioni e insegnamenti è questo il motivo
dell’accettazione. Se non è sufficiente domandate:
-
non accettando gli errori quale risultato sta
ottenendo?
-
È possibile non accettare gli errori o è solo illusione?
-
Lei vuole stare bene o male?
-
In questo momento è consapevole che può fare una scelta con
due risultati diversi?
Insisto sul fatto che nessuno vuole volontariamente star
male, per cui la persona non è consapevole che può scegliere. Mettetela di
fronte a questa scelta e poi ribadite in quali situazioni si deve essere per
dare il meglio di se.
Accettazione degli errori degli altri: i torti subiti.
Vi ho già avvertito che ci vuole un buon rapporto di
fiducia e un buon lavoro preliminare per prendere in considerazione
l’accettazione dei torti subiti, ma ci sono situazioni che tutti riconoscono:
-
Il risentimento provoca tensioni muscolari.
-
L’esperienza passata può essere fonte di utili decisioni per
il futuro.
-
Indipendentemente da cosa fanno gli altri si possono trovare
sempre soluzioni personali.
-
Le difficoltà sono un ottimo mezzo per il miglioramento
personale.
Il metodo è sempre lo stesso, se si ha un buon rapporto di
fiducia si può parlare liberamente su questi argomenti, appena si avverte un
segnale di contraddizione porre gli argomenti sotto forma di domanda in modo che
sia la persona a trovare la risposta.
Se ancora non è pronta a prendere in considerazione
l’accettazione dei torti per una crescita evolutiva, usate il perdono. Il
perdono è un’archiviazione, prevede che ci si senta sempre vittima di un
torto subito, ma per generosità si perdona. Se usate il perdono come guida
sottolineate che è la persona che ci sta guadagnando e che senza la pace
non si può raggiungere il rilassamento e le migliori condizioni e quando si
odia ci si rimette in salute e perdita di felicità.
Ci sono molte persone che quando accettano o perdonano
credono di dover nuovamente avere
rapporti positivi con l’altra persona, bisogna dividere questo, far
prendere in considerazione che si può essere in pace verso una persona
che rimane ostile nei nostri confronti.
Sottolineare ancora che essere in pace verso una persona può
significare di evitarla nel futuro, insomma le decisioni future su chi
frequentare è bene prenderle solo
quando si è nelle migliori condizioni, perché si sarà avvertiti dalle
emozioni se la scelta è giusta, questa fase serve per arrivare alla pace, il
mezzo INDISPENSABILE per poi essere nelle migliori condizioni.
Per questo
motivo io invito sempre le persone a fare una pace mentale, li invito ad
immaginare di stringere la mano alla persona ostile, e subito domando come si
sente ora?
Quando la persona controlla personalmente i benefici dati
dalla pace è più propensa a proseguire ed è possibile che il perdono si
trasformi in accettazione, aumentando ulteriormente lo stato di pace.
L’espressione di desideri improbabili è la causa
principale dell’ansia.
In pratica l’ansia è derivata dalla non accettazione di
altro al di fuori di ciò che si è desiderato.
Riuscite a capire quanto sia importante selezionare i
desideri?
Il massimo sarebbe esprimere desideri la cui realizzazione
dipende solo da noi.
Siccome molti
progetti possono essere realizzati
soltanto con la collaborazione di altri uomini e gli eventi naturali sono una
variabile che non dipende da noi, l’accettazione totale di tutto ciò che
accadrà è l’unico mezzo per rimanere in pace e nelle migliori condizioni e
soltanto quando si è in questa situazione si possono affrontare al meglio tutti
gli imprevisti.
Io ho scoperto che tutte le preoccupazioni, le ansie, gli
attacchi di panico, sono dovuti alla non accettazione di ciò che può accadere.
E ritorno alla vecchie domande:
-
non accettando quello che accadrà, lo si evita?
-
non accettando quello che accadrà, si sta bene o male?
-
non accettando quello che accadrà al futuro come saranno
svolte le azioni al presente?
-
Il futuro da cosa è determinato?
-
La pace e il massimo della soddisfazione è determinata (per
me) quando l’essere umano ha svolto il presente al meglio delle sue possibilità
con l’intenzione di migliorarsi ulteriormente e accettando tutto ciò che
accade perché sarà fonte di nuova esperienza.
-
Come vi sentireste se si riuscisse a vivere secondo quanto ho
enunciato prima?
-
Chi ci avverte che stiamo per sbagliare?
-
Ritorno alla domanda iniziale scegliete di
accettare o non accettare ciò che accadrà?
Queste domande le avete sentite spesso, io credo di aver
scoperto soltanto l’acqua calda, nel senso che non c’è nulla da scoprire è
così ovvio che lo abbiamo sempre saputo tutti.
Quello che ho fatto con queste domande è soltanto prendere
consapevolezza della scelta di accettare o non accettare con risultati
completamente diversi e questa scelta dipende unicamente da noi.
La consapevolezza più alta è che sono proprio le emozioni
“negative” della paura che ci stanno segnalando la scelta errata della non
accettazione. Basta accettare realmente tutto ciò che accade perché la paura
svanisca e si ritorna ad essere chi siamo realmente con tutto il nostro
potenziale da esprimere.
Ci sono molte persone che sono prese dall’illusione di
convinzioni talmente radicate che neanche queste domande riescono a scalfire. Vi
parleranno di malattia che di fronte alla quale non ci si può fare nulla, vi
parleranno di come può essere giusto accettare la malattia, di come si può
accettare una disgrazia che fa rimanere infermi, di come si può accettare
coloro che nascono deformi.
Per rispondere a queste domande servono delle conoscenze
che superano la scienza e il sapere umano, la risposta è : io non so perché
accade questo, so soltanto che se non accetto ciò che mi è capitato sto male e
stando male peggioro la situazione.
Per fortuna nel mondo ci sono molti esempi viventi di come
si può reagire di fronte a questi avvenimenti che sembrano inaccettabili:
Milton Eriksson era su una sedia a rotelle e molto di ciò che leggete lo devo a
Lui. In Italia abbiamo avuto Zanardi, un pilota che subì un gravissimo
incidente che gli spezzò il corpo in due, vi invito a trovare i filmati di quel
periodo per vedere con quale gioia ed entusiasmo accettò di prendersi cura di
se e riuscire a pilotare nuovamente delle macchine da corsa, molti grandi uomini
del passato avevano malattie incurabili come l’epilessia e ci sono grandi
esseri umani che armati solo di buona volontà frequentano gli ospedali del
terzo mondo senza nessuna preoccupazione del contagio delle peggiori malattie
infettive, Madre Teresa è morta di altro.
Quello che voglio dirvi è di evitare discussioni,
invece di assumersi le proprie responsabilità, ci si rifugia nella
ragione e nel torto, nel giusto e nell’ingiusto, sulle opinioni personali di
ciò che è bene e ciò che è male.
Se qualcuno, dopo che si è provato a far capire queste
semplici verità, intende continuare nelle proprie convinzioni, lasciargli la
libertà è la migliore soluzione. Io, dopo anni, ho incontrato delle persone
con le quali avevo lasciato perdere e che avevano cambiato completamente
convinzioni, forse in qualche modo avrò contribuito… non ha importanza,
anch’io ho messo tanto tempo a sovvertire le mie convinzioni e sicuramente
hanno contribuito gli esempi e le parole di altri uomini.
Bene. Quando si accetta completamente se stessi, gli altri
e tutto ciò che accade in armonia con le emozioni che ci guidano, le cellule
del corpo sono nello stato ideale per guarire e non servirebbe niente altro,
perché avremmo la guida interiore che ci segnala immediatamente se ciò che
facciamo è giusto.
Solo dallo stato di pace e quando sono state tolti i
desideri impossibili e improbabili
che si può ascoltare il Sé superiore e lui guiderà ogni essere umano verso il
meglio, ci farà raggiungere mete impensabili, il potere condiviso per la
crescita evolutiva. Quando la persona è in questo stato sicuramente darà il
meglio di se, e le soluzioni che troverà saranno sempre a favore di tutta
l’umanità. La paura è solo dell’ego che ci fa sentire piccoli e indifesi,
sempre pronti a subire la malattia, le ingiustizie degli altri uomini e con la
vecchia energia la convinzione che la vita è una lotta. L’essere evoluto usa
la paura come il migliore dei suoi alleati e al primo avviso sa che basta
accettare di vivere l’esperienza che gli sta capitando per mettersi in unione
con il suo Sé e avrà tutto ciò che gli serve per vedere un’altra realtà,
la realtà di un essere che si è liberato dagli istinti animali e dai
condizionamenti sociali per realizzare un nuovo essere che determina la salute,
la felicità e molto di ciò che accade.
Nell’attesa che sia realizzata pienamente la libertà
dagli istinti e dai condizionamenti sociali determinata dall’accettazione
completa, sono utili tutti gli esercizi che possono approfondire il
rilassamento.
Se si vuole aumentare la fiducia in se stessi, sono ad
evitare tutte le metodologie di fantasticherie mentali, intendo
tutto ciò che per la persona non risulta vero, perché procurano
soltanto illusioni momentanee. Si deve creare l’unione con il Sé, e ogni uomo
deve essere libero di sentire da solo vere
o false le proposte che gli effettuate. Io mi limito a proporre soltanto
esercizi di respirazione frazionata ed esercizi di contrazione e rilassamento
segmento per segmento, ribadendo che approfondiscono solo il
rilassamento, ma quello puro è dato dalla pace completa.
La respirazione frazionata:
il principio è :l’inspirazione e l’espirazione devono
durare il doppio delle apnee. Il tempo migliore è scandito dai battiti del
cuore.
Inizialmente inizio con la respirazione 6-3-6-3 sei tempi
per l’inspirazione, tre tempi per l’apnea con i polmoni pieni, sei tempi per
l’espirazione, tre tempi per l’apnea con i polmoni vuoti.
Prima di imparare i
tempi di conta sincronizzati con i battiti del cuore, lascio le persone libere
di contare a loro piacimento.
Ciò che bisogna avvertire, è soltanto di effettuare
questo tipo di respirazione senza alcuna forzatura, ma appena si perde il ritmo
si ascolta la respirazione naturale.
I migliori risultati si ottengono facendo esercitare
l’ascolto della respirazione naturale senza intervenire per alcuni giorni, poi
si inserisce la respirazione frazionata. Appena si è imparata
la respirazione frazionata, alternare ogni tre cicli l’ascolto della
respirazione naturale e poi riprendere la respirazione frazionata.
Poi inserisco la sincronizzazione dei battiti del cuore.
In seguito passo a far provare la respirazione 8-4-8-4 e
poi 10-5-10-5.
Tutti questi esercizi sono soltanto degli esempi su cui
basarvi per personalizzare gli esercizi di respirazione, basta soltanto tener
presente che lo scopo è di aumentare il rilassamento e l’unione con il Sé.
La respirazione insieme al battito delle ciglia sono due
attività del corpo che generalmente sono sotto il controllo del sistema nervoso
centrale, ma possono essere modificati in parte con la volontà per questo
questi esercizi devono essere praticati nel massimo rispetto di se stessi lo
scopo e di armonizzare non di controllare imponendo a se stessi ritmi non ancora
imparati o forzature per aumentare una prestazione.
Per il battito delle ciglia il principio è lo stesso,
prima si passa a prendere consapevolezza del modo con cui il corpo esegue questo
movimento, poi si modifica, la modificazione può essere quella di eseguire una
serie di dieci battiti con una piccola pausa per due o tre serie e poi
riascoltare il normale movimento del corpo. Quello dell’uso del battito delle
ciglia è sempre un mezzo, non il fine. Come per la respirazione, lo scopo non
è quello di arrivare a delle prestazioni superiori, ma di armonizzarsi al Sé
superiore.
Contrazione e rilassamento segmento per segmento
Per primo serve di imparare la minima contrazione
avvertibile. Io faccio esercitare sotto il mio controllo questa contrazione
muscolare che deve essere minima, la più piccola contrazione che sia possibile
effettuare, poi segue il rilassamento volontario. Io ho notato che questo
esercizio aumenta di molto il rilassamento, perché la persona avverte che lo
sta facendo volontariamente e può influire su qualcosa che invece generalmente
subisce. Il segmento corporeo su cui concentrarsi di volta in volta è
proporzionale al grado di concentrazione io personalmente divido in piede,
gamba, coscia sinistra, poi ripeto a destra,- l’addome, il petto, il dorso, le
spalle - il braccio, l’avambraccio, le mani- prima a sinistra e poi a destra
– il collo, la bocca, la fronte, la nuca, la testa.
Prima invito a concentrarsi sulla parte, poi ad eseguire la
contrazione e il rilassamento, ripeto due volte per lo stesso segmento.
Io vi invito a provarlo personalmente in modo da apportare
le modifiche che ritenete necessarie, quando si insegna agli altri, passa molto
bene ciò che funziona meglio per noi, perché il messaggio sarà congruo e
frutto di un’esperienza personale.
Io vi saluto, se siete arrivati a leggere fino a questo
punto, anche se soltanto per una volta, avrete capito sicuramente il messaggio:
scegliere di essere una guida evolutiva che porta da aumentare la consapevolezza
delle potenzialità dell’uomo e
contribuire ad aumentare la determinazione della salute.
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